Pomezia, Matarese sul divieto di balneazione: ‘Bravo il sindaco ad emetterlo’

Divieto di balneazione a Torvaianica: è stato giusto emetterlo?

Sulla questione è intervenuto il consigliere di opposizione Pietro Matarese che, contrariamente ad alcuni suoi colleghi di minoranza, prende le difese del sindaco Adriano Zuccalà.

“Due anni fa, un caro amico residente a Pomezia, a fine estate, mi comunicò che aveva dovuto portare la propria figlia di pochi anni da un medico specialista a causa di una dermatite comparsa a seguito di bagni di mare effettuati sul litorale pometino”, ha dichiarato Matarese.

“Il fatto sconvolgente – a detta del medico, che in quel periodo aveva in cura numerosi bambini con lo stesso problema – era che fosse noto che le acque marine di Torvaianica erano, in quel momento, inquinate ma che l’amministrazione comunale, pur a conoscenza della criticità, non avesse posto il divieto di balneazione. Alla luce del racconto del mio amico – ha proseguito l’esponente del centrodestra – quando qualche giorno fa il sindaco di Pomezia ha emesso in via precauzionale l’ordinanza di divieto di balneazione, mi sono compiaciuto del suo alto senso di responsabilità, indice di voler privilegiare la salute delle persone anche sacrificando, per alcuni giorni, gli interessi economici dei locali balneari. Il comportamento del Sindaco di Pomezia, come tra l’altro quello di Ardea, è stato quello del bonus pater familias (buon padre di famiglia, ndr), che per gli antichi romani era il modello dell’uomo, non solo libero e fornito di piena capacità (sui iuris) e, quindi, possibile capo di una particolare aggregazione di soggetti, ma anche consapevole dell’importanza della propria posizione e delle proprie azioni”.

 

“A nulla rileva che le acque del mare di Torvaianica siano risultate successivamente non inquinate – ha concluso Matarese – visto che al momento dell’ordinanza sussistevano fondati sospetti che lo potessero essere. E allora perché rischiare sulla pelle dei bagnanti? A quelle persone che ora accusano il Sindaco di decisione affrettata, voglio porre una domanda: prima delle analisi definitive che hanno rilevato che non c’è nessun pericolo di inquinamento, avreste consentito ai vostri figli di fare il bagno in quelle acque melmose? Criticare le decisioni altrui è sempre molto facile e, quindi, prima di farlo occorre chiedersi quale sarebbe stata quella nostra. Personalmente, avrei fatto ciò che è stato fatto: emettere il provvedimento di divieto balneazione. Per quanto riguarda gli amici balneari, conoscendo la loro saggezza, ritengo che qualche giorno di mancato guadagno non sia così grave, mentre consiglio a noi politici locali che abbiamo a cuore la loro sorte di interessarci a cose più gravi che affliggono la categoria: ricerca di soluzioni per risolvere le problematiche delle concessioni  che andranno all’asta (direttiva Bolkestein); calcolo dei canoni demaniali, utilizzando i valori Omi dell’agenzia delle entrate in modo esatto; richiesta dei contributi regionali per la salvaguardia dell’erosione della costa”.

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Mare Torvaianica, la proposta di Essere Pomezia: “Aiuto economico a balneari e pescatori”

A seguito della vicenda di pochi giorni fa che ha coinvolto lo stato di una parte del nostro litorale, terminata con gli esiti delle analisi dell’Arpa, il Capo Gruppo di “Essere Pomezia”, Fabio Fucci, presenterà una mozione in consiglio comunale. Lo scopo dell’iniziativa, si legge nella nota da poco giunta in redazione, è quella di intervenire a sostegno di balneari e pescatori.  

“Al fine di favorire i pescatori, gli operatori balneari, commercianti, ristoratori oltre che i bagnanti”, scrive Essere Pomezia, “si è pensato di sollecitare l’Amministrazione Comunale proponendo un urgente consiglio poiché l’erosione della costa e la recente ordinanza di divieto di balneazione, hanno minato l’economia del nostro litorale”.

“Le proposte del nostro gruppo di Essere Pomezia”, dice il Capo Gruppo Fucci, “sono di varia natura e da approvare in tempi brevissimi”.

“Intanto come prima misura si propone di ridurre il peso dei corrispettivi pagati dai concessionari balneari, a parziale ristoro per le perdite subite a causa dei fenomeni naturali e dell’ordinanza di divieto di balneazione. Inoltre si renderebbe necessario anche sostenere le perdite causate alle attività di pesca, magari anche attraverso l’accesso a fonti di finanziamento sovra comunali ed infine, ma di notevole importanza mediatica, avviare tempestivamente una campagna di comunicazione che possa diffondere il principio della qualità delle acque marine al fine di informare correttamente i frequentatori del litorale. Auspichiamo che le nostre proposte siano condivise dall’Amministrazione e che si possa convocare il consiglio comunale anche in tempi brevissimi, nelle prossime 24 ore”. 

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Pomezia, PD: “Caso acqua gestito con incompetenza, enorme danno all’economia locale”

Il partito democratico di Pomezia va all’attacco e si scaglia contro l’amministrazione a 5 stelle contestando le modalità con il quale il Sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà ha deciso di gestire il “caso acqua” scoppiato a Torvaianica dopo ferragosto.

Già Stefano Mengozzi, consigliere comunale del partito, proprio nei giorni della “bufera” mediatica seguita all’ordinanza firmata dal primo cittadino di Pomezia, aveva parlato di “decisione affrettata”, sulla scia dell’appello lanciato dai balneari che si erano visti piombare come una mannaia il provvedimento nel bel mezzo della stagione estiva.

Questo è il mare di Torvaianica, come si presenta stamattina.Forse ieri sono state prese decisioni affrettate o forse…

Gepostet von Stefano Mengozzi am Montag, 20. August 2018

Oggi dunque, il segretario locale dem Andrea Cisternino rincara la dose. “Ancora una volta restiamo stupiti dalla più totale approssimazione di una amministrazione comunale che, a pochi mesi dal suo insediamento, dimostra unʼ assoluta inconsistenza e incapacità”, si legge in una nota.

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“Lʼordinanza che vietava la balneazione sul litorale di Pomezia ed
Ardea è solo uno dei tanti episodi che ci spingono ancora di più a
contrastare una deriva che riteniamo pericolosa. Le analisi di ARPA hanno rivelato che non c’è nessun pericolo inquinamento e che il colore delle acque è riconducibile ad un classico fenomeno naturale di presenza di alghe“.

“Non è concepibile, in piena stagione estiva, col litorale pieno di
famiglie, lanciare improbabili allarmi non supportati da nessun dato scientifico. Prima di procedere ad una ordinanza di quel tipo, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto avere le analisi di ARPA, e solo allora assumere i provvedimenti del caso”.

“L’incapacità non può essere un ulteriore balzello posto in capo ad imprese locali e non può diventare motivo dì disagio e preoccupazione tra cittadini e vacanzieri”.

“I titoloni sui quotidiani nazionali che parlavano di allarme
inquinamento, a seguito delle ordinanze emesse, hanno danneggiato profondamente l’economia locale nel periodo più
importante per le nostre attività balneari, e cagionato preoccupazioni in tutti i fruitori delle nostre spiagge”.

“Continueremo con coraggio a denunciare comportamenti inadeguati e privi di razionalità che, differentemente da quanto si vuole far credere, non garantiscono tutela alla collettività , ma solo alle figure politiche interessante in chiave preventiva ed ipotetica contro eventuali pericoli. Non si amministra così una città, non ci si sottrae alle proprie responsabilità e ai propri compiti scaricando sulla collettività il peso della vostra inconcludenza”.

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Pomezia, degrado nelle case popolari di via Singen: l’appello dei cittadini (foto)

Sporcizia, ma non solo. Fili scoperti, cantine allagate, locali occupati abusivamente, situazioni di pericolo e di degrado che umiliano chi invece vuole solo vivere onestamente e in uno stato di dignitosa normalità.

Succede in via Singen, nelle palazzine ATER, le stesse più volte citate dai giornali proprio per le innumerevoli criticità che presentano.
Adesso i residenti, stanchi di una situazione di stallo che dura da anni, hanno richiesto l’aiuto del consigliere comunale di opposizione Pietro Matarese, che nei giorni scorsi è andato a fare un sopralluogo nell’intero complesso abitativo.
Il risultato è chiaramente visibile dal reportage fotografico, che mostra lo stato di degrado delle palazzine.
Al termine della visita, i residenti hanno stilato una lettera indirizzata al sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà, il cui primo firmatario è proprio Matarese, nella speranza che il Comune intervenga in maniera decisa per risolvere i problemi segnalati dai cittadini.
Riportiamo per intero il testo della lettera, già protocollata in Comune.

“Signor Sindaco Adriano Zuccalà,
siamo cittadini pometini residenti di via Singen e ci piacerebbe vivere dignitosamente. Le scriviamo in quanto disperati da una situazione intollerabile. È noto, infatti, che, al di là delle questioni di natura legale, per le quali da anni cerchiamo una soluzione con l’amministrazione locale, viviamo in condizioni da terzo mondo. Vogliamo fantasticare che gli slogan elettorali “non devono esserci cittadini di seria A e di serie B” possano concretizzarsi. È ora di passare dalle parole ai fatti e Le chiediamo, pertanto di imporre a chi compete di eseguire i primari lavori di manutenzione degli stabili di via Singen, necessari non per un semplice decoro, ma per la salubrità dei luoghi. D’altronde, Signor Sindaco, quale autorità sanitaria locale (art.32 l. 833/78 e art.117 D.Lgs. 112/1998) ha l’obbligo istituzionale a rimuovere le situazioni che possono compromettere la salute dei cittadini. A documentare tale degrado – ci riferiamo ad esempio alle discariche abusive, alle infiltrazioni di acqua nei muri con pericolo di crolli, allo stato in cui versano le cantine, che spesso presentano il pavimento completamento coperto d’acqua putrida e di calcinacci che ostruiscono il passaggio, oltre alle altre criticità – abbiamo chiamato il consigliere comunale Pietro Matarese che, nel constatare la reale situazione, non ha potuto che condividere la nostra protesta e, quindi, si è reso disponibile ad essere il primo firmatario di questa supplica avanzata da persone al limite della sopportazione, ma che ancora vogliono credere alla provvidenza.
Siamo consapevoli che altre lettere sono state inoltrate ai precedenti sindaci senza alcun riscontro e, quindi, ora confidiamo nella Sua sensibilità di amministratore unico”.

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Pomezia tradita dal governo ‘amico’: a rischio la riqualificazione di Santa Palomba?

Sindaci in rivolta dopo la decisione del governo di congelare i fondi destinati ai Comuni in difficoltà relativi ai cosiddetti “bandi periferia”. Soldi, per la maggior parte, che sarebbero stati utilizzati dagli enti locali per mettere mano a quelle zone cittadine più svantaggiate al fine di riqualificarle. 

La sospensione dei fondi, qualora andasse a dama il provvedimento, sarebbe di due anni e riguarderebbe l’erogazione dei finanziamenti del Bando periferie per 96 tra città e aree metropolitane, di fatto bloccando stanziamenti per circa 2 miliardi fino al 2020 che verrebbero destinati ad un’altra cassa avente lo scopo “di favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle Province e dei Comuni, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti”, si legge su Il Sole 24 Ore.

Gli investimenti erano stati voluti dai governi Renzi e Gentiloni e il loro congelamento ha fatto insorgere il Presidente dell’ANCI Antonio Decaro: “Stiamo assistendo a un furto con destrezza“, ha dichiarato il Presidente dell’associazione che riunisce i comuni”. “Siamo in presenza di un governo che straccia un contratto scritto, viene meno alla parola data. E tanti saluti alla leale collaborazione tra istituzioni. Sul bando periferie si fa confusione, mischiando sentenze, interessi politici e risorse economiche che nulla c’entrano tra loro, solo per non dire la verità: si stanno privando i Comuni di fondi necessari per rendere più sicure e vivibili quelle delle nostre città che soffrono situazioni di degrado economico e sociale”. 

“Ristabiliamo la verità” – sostiene Decaro – “è falso che non ci sia copertura per il miliardo e 600 milioni destinati ai 96 progetti del bando periferie. Ottocento milioni sono stati stanziati con delibere Cipe. Altri ottocento milioni attraverso il comma 140 di una legge di bilancio di due anni fa. Del resto tutte quelle convenzioni, che ora il governo vuole considerare carta straccia, avevano avuto la verifica e la registrazione della Corte dei Conti. Non un organismo politico quindi, ma il massimo organismo di validazione contabile”.

Decaro conclude invitando il governo a un ripensamento. “Non abbiamo cercato lo scontro. Non abbiamo voluto fare muro contro muro. Anzi, in queste ore tutti i sindaci hanno cercato un’interlocuzione con il governo che richiamiamo  a quel patto di reciproca collaborazione che dovrebbe sempre guidare le istituzioni, con l’obiettivo di tutelare gli interessi dei cittadini. Anche per questa vicenda del bando periferie, sarebbe bastato vedersi, parlarsi. Ora una cosa deve essere chiara ai nostri interlocutori istituzionali: i sindaci non si fanno prendere in giro”.

Milleproroghe, congelati i fondi del bando periferie: cosa c’è in ballo a Pomezia?

Anche Pomezia potrebbe finire sotto il fuoco incrociato del provvedimento – l’emendamento al decreto Milleproroghe per ora è stato approvato solo dal Senato – malgrado, scherzo del destino?, al governo ci sia uno schieramento “amico”, ovvero il Movimento 5 Stelle. 

Nei giorni scorsi, a tal proposito, il consigliere comunale Stefano Mengozzi (PD) aveva lanciato l’allarme parlando senza mezzi termini di decisione folle: “Con i tagli voluti dai Ministri Salvini e Di Maio al decreto per la riqualificazione delle periferie, la città di Pomezia rimane fortemente penalizzataSi tratta di tagli lineari che penalizzano molti comuni della provincia di Roma ed in particolar modo la nostra città. Una decisione folle, distratti dai vaccini si sono dimenticati dei territori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera regionale Michela Califano (PD): “Ormai è assodato, questo finto Governo del cambiamento fa più danni della grandine. Stavolta il colpo di spugna è in un emendamento del decreto Milleproroghe con cui si tagliano 40 milioni di coperture destinati al finanziamento dei ‘Bandi per la riqualificazione delle Periferie’, già assegnati dal Governo Renzi/Gentiloni”, aveva dichiarato appena due giorni fa l’esponente dem. 

“Colpiti da questa mannaia i Comuni di Fiumicino, Monterotondo, Pomezia, Anguillara, Tivoli, Guidonia, Fonte Nuova e 5 municipi di Roma Capitale. Vanno così all’aria opere (con impegni già firmati) destinate a servizi e infrastrutture delle quali avrebbero beneficiato 2 milioni di cittadini della Provincia di Roma. Uno schiaffo bello e buono. Siamo già all’opera per convincere questo Governo folle e inadeguato a fare un passo indietro”.

Conti alla mano dunque, sono molti i Comuni che sono pronti a dar battaglia in attesa di Settembre, quando il provvedimento deciso dal governo (ma passato all’unanimità con i voti, paradossalmente, anche del PD) approderà alla Camera. Così, se ad esempio a Fiumicino si rischia di non veder riqualificata la centrale Enel, a Pomezia la posta in gioco è altrettanto alta. 

Parliamo ad esempio del caso di Santa Palomba, l’eterna Cenerentola (abbandonata) del territorio (dove tra l’altro i cittadini nemmeno votano più), area oggetto di un poderoso investimento da circa 8 milioni di euro (dettagli nella delibera n.67 del 09/03/2018). Soldi che per l’appunto sarebbero arrivati dal “bando periferie”. 

“Il progetto vedrà interventi importanti per le infrastrutture: strade, parcheggi, interventi di messa in sicurezza e riqualificazione della stazione ferroviaria, percorsi ciclopedonali, videosorveglianza e progetti di contrasto al fenomeno della prostituzione”, dichiarava soltanto pochi mesi fa l’allora Sindaco Fabio Fucci che fissava anche un’ipotetica data di inizio lavori per la fine dell’anno in corso che ora potrebbe slittareParole queste ribadite poi anche dall’attuale Primo Cittadino Adriano Zuccalà ai nostri microfoni poco prima della vittoria elettorale alle ultime amministrative.

Già ma ora che succede? I fondi destinati a Pomezia, il cui progetto è rientrato nel calderone delle proposte riunite ed avanzate dalla Città Metropolitana di Roma (classificatasi al posto n.104 della graduatoria: quaranta milioni di euro per 16 interventi su due quadranti del territorio metropolitano, ndr), e rientrando proprio in quelle 96 tra città e aree metropolitane presenti in graduatoria ammessi al finanziamento pubblico ma solo attraverso ulteriori risorse al contrario dei primi 24 progetti già finanziati (tra cui rientrano 18 milioni per Roma Capitale), corrono il serio rischio di finire in stand by (o di svanire del tutto). Almeno fino a settembre quando il testo approderà alla Camera. 

Ad ogni modo, sulla questione, abbiamo interpellato il Comune di Pomezia: in tal modo potremmo saperne senz’altro di più sul destino di un così cruciale progetto per la città.

Movimento 5 Stelle: 1 miliardo per 8000 Comuni, su bandi periferia per rispettare sentenza Corte chi ha piani esecutivi è garantito, su altri avviata verifica

Intanto il movimento 5 stelle fa quadrato sul caso del bando periferie. “Rivendichiamo con orgoglio l’emendamento del decreto proroga termini da noi promosso grazie al quale si sblocca finalmente 1 miliardo di euro per investimenti degli 8000 Enti locali. È il colmo che oggi il Pd ci attacchi visto che ha votato a favore dell’emendamento ma, soprattutto, dopo che ha promesso dei fondi con una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale: le sentenze della Consulta non valgono più per il Partito democratico?”, dichiara Laura Castelli, Sottosegretario M5S all’Economia.

“In merito alla questione dei fondi per le periferie relativi ai progetti locali bisogna fare chiarezza. Il Governo – aggiunge – è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 74 del 2018. Abbiamo pertanto garantito immediata finanziabilità per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Ma, vista la necessità di rispettare la sentenza della Consulta, è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. In ogni caso le spese progettuali già sostenute verranno rimborsate. Va comunque sottolineato che il bando per le periferie era stato finanziato dal precedente Governo per metà dell’importo complessivo. Si trattava quindi di mere promesse più che di risorse messe realmente a disposizione. Con tale strumento, inoltre, si è tolto ai sindaci il diritto di scegliere come usare le risorse come affermato dalla Corte Costituzionale. Abbiamo perciò deciso di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 non solo per alcuni dei progetti dei Comuni capoluogo che hanno partecipato al Bando, ma per tutti gli 8.000 Comuni d’Italia, al fine di consentire alle tante amministrazioni comunali con avanzi di amministrazione di poterli utilizzare immediatamente per investimenti in opere pubbliche, secondo un criterio di premialità e di equità e rispetto di principi costituzionali”.

 

 

 

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Salvini e Di Maio tagliano i fondi ai territori: la prima vittima è la città di Pomezia

Salvini e Di Maio tagliano i fondi ai territori. La prima vittima è la città di Pomezia. Così in una nota il Consigliere Stefano Mengozzi:

“Con i tagli voluti dai Ministri Salvini e Di Maio al decreto per la riqualificazione delle periferie, la città di Pomezia rimane fortemente penalizzata.
Si tratta di tagli lineari che penalizzano molti comuni della provincia di Roma ed in particolar modo la nostra città.

Una decisione folle,  distratti dai vaccini si sono dimenticati dei territori”.

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Salvini e Di Maio tagliano i fondi ai territori: la prima vittima è la città di Pomezia

Salvini e Di Maio tagliano i fondi ai territori. La prima vittima è la città di Pomezia. Così in una nota il Consigliere Stefano Mengozzi:

“Con i tagli voluti dai Ministri Salvini e Di Maio al decreto per la riqualificazione delle periferie, la città di Pomezia rimane fortemente penalizzata.
Si tratta di tagli lineari che penalizzano molti comuni della provincia di Roma ed in particolar modo la nostra città.

Una decisione folle,  distratti dai vaccini si sono dimenticati dei territori”.

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Pomezia, criminalità e campo rom, Materese: ‘Serve istituire l’osservatorio territoriale per la sicurezza’

Dopo il blitz di questa mattina al campo nomadi di via Pontina e, ancor più, dopo i recenti fatti di cronaca che hanno visto nella vicina Aprilia l’uccisione di uno straniero che presumibilmente voleva compiere dei furti, il consigliere di minoranza Pietro Matarese solleva il problema relativo alla sicurezza e all’ordine pubblico a Pomezia.
“Il problema sicurezza nel territorio pometino e nelle zone immediatamente limitrofe è ormai da non sottovalutare. I recenti episodi che hanno visto ancora una volta il campo rom di Castel Romano al centro della cronaca – dai lanci di massi sulle auto in transito nella Pontina ai roghi tossici che hanno visto coinvolte le decine di auto rubate, fino ai numerosi furti e allo spaccio di sostanze stupefacenti – stanno facendo salire la tensione tra gli abitanti di Pomezia, stanchi di questa situazione di continuo pericolo.
Anche gli episodi di criminalità che quotidianamente si registrano, dai furti in appartamento a quelli di auto e che aumentano nel periodo estivo a causa del grosso flusso di turisti che si riversa sul litorale, sono sentiti in maniera particolare dai cittadini che chiedono maggiore sicurezza.
Per questo ritengo opportuno che il Comune di Pomezia, così come ha già fatto Roma lo scorso anno, sigli un Protocollo d’intesa tra Prefettura, Questura, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Città Metropolitana, che coinvolga anche Roma Capitale per quanto riguarda la parte “di confine”, come appunto il campo nomadi di Castel Romano, al fine di istituire un Osservatorio Territoriale per la Sicurezza”, ha dichiarato Matarese.

“Il problema si estende ovviamente agli insediamenti abusivi, che proliferano in estate andando a complicare la situazione di ‘ordinario abusivismo’, ma anche ai roghi tossici che troppo spesso ‘capitano’ nel nostro territorio. Serve un’azione congiunta e ben strutturata, che parta dall’amministrazione comunale, la quale deve fare da collante tra i vari organi e nel contempo da interfaccia per i cittadini, al fine di dare agli abitanti di Pomezia la sicurezza di cui hanno bisogno”.

“Riguardo Castel Romano – ha concluso l’esponente del centrodestra – reputo che debbano essere prese misure drastiche e arrivare alla chiusura di quello che è diventato solo un centro di microcriminalità molto ben organizzata: ogni giorno la cronaca ci riporta a persone che delinquono e che vivono in quel campo nomadi”.

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Pomezia, criminalità e campo rom, Materese: ‘Serve istituire l’osservatorio territoriale per la sicurezza’

Dopo il blitz di questa mattina al campo nomadi di via Pontina e, ancor più, dopo i recenti fatti di cronaca che hanno visto nella vicina Aprilia l’uccisione di uno straniero che presumibilmente voleva compiere dei furti, il consigliere di minoranza Pietro Matarese solleva il problema relativo alla sicurezza e all’ordine pubblico a Pomezia.
“Il problema sicurezza nel territorio pometino e nelle zone immediatamente limitrofe è ormai da non sottovalutare. I recenti episodi che hanno visto ancora una volta il campo rom di Castel Romano al centro della cronaca – dai lanci di massi sulle auto in transito nella Pontina ai roghi tossici che hanno visto coinvolte le decine di auto rubate, fino ai numerosi furti e allo spaccio di sostanze stupefacenti – stanno facendo salire la tensione tra gli abitanti di Pomezia, stanchi di questa situazione di continuo pericolo.
Anche gli episodi di criminalità che quotidianamente si registrano, dai furti in appartamento a quelli di auto e che aumentano nel periodo estivo a causa del grosso flusso di turisti che si riversa sul litorale, sono sentiti in maniera particolare dai cittadini che chiedono maggiore sicurezza.
Per questo ritengo opportuno che il Comune di Pomezia, così come ha già fatto Roma lo scorso anno, sigli un Protocollo d’intesa tra Prefettura, Questura, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Città Metropolitana, che coinvolga anche Roma Capitale per quanto riguarda la parte “di confine”, come appunto il campo nomadi di Castel Romano, al fine di istituire un Osservatorio Territoriale per la Sicurezza”, ha dichiarato Matarese.

“Il problema si estende ovviamente agli insediamenti abusivi, che proliferano in estate andando a complicare la situazione di ‘ordinario abusivismo’, ma anche ai roghi tossici che troppo spesso ‘capitano’ nel nostro territorio. Serve un’azione congiunta e ben strutturata, che parta dall’amministrazione comunale, la quale deve fare da collante tra i vari organi e nel contempo da interfaccia per i cittadini, al fine di dare agli abitanti di Pomezia la sicurezza di cui hanno bisogno”.

“Riguardo Castel Romano – ha concluso l’esponente del centrodestra – reputo che debbano essere prese misure drastiche e arrivare alla chiusura di quello che è diventato solo un centro di microcriminalità molto ben organizzata: ogni giorno la cronaca ci riporta a persone che delinquono e che vivono in quel campo nomadi”.

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Pomezia, inaugurato il nuovo giardino a Martin Pescatore. Zuccalà: “Altro spazio recuperato”

Inaugurato questa mattina il nuovo giardino di via Vinci a Martin Pescatore, accanto alla scuola dell’infanzia dell’I.C. Enea. L’area verde, di 1500 metri quadri, vede un’area dedicata ai bambini, con giochi e pavimentazione antitrauma in gomma; un’area didattica, con nuove piante di piccolo e medio fusto, aiuole e cespugli che creano un percorso sensoriale utile a insegnanti e studenti; e un’area relax con panchine e una fontanella d’acqua.

LE PAROLE DEL SINDACO ALL’INAUGURAZIONE DEL NUOVO GIARDINO

Il giardino sarà a disposizione della scuola e del quartiere – ha detto il Sindaco Adriano Zuccalà, che ha tagliato il nastro insieme all’Assessore Giovanni MattiasPer l’inizio del nuovo anno scolastico saranno installati ulteriori giochi per i bambini e altre alberature che attualmente non potevano essere messe a dimora vista la stagione estiva. Dopo l’area verde di via Danimarca-via Certaldo, recuperiamo un altro spazio abbandonato che restituiamo alla comunità di quartiere”.

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