Dillo alla Crinzi: mia madre mi insulta continuamente

Ciao Ale,

ti seguo da parecchio tempo, apprezzo la tua genuinità, cosa assai rara.

Ero indecisa se scriverti o meno, in fin dei conti non si tratta di chissà quale grave problema, però ho bisogno di confrontarmi con qualcuno che non conosce nulla di me.

Ho 26 anni, tra pochi mesi mi sposo con il mio compagno, stiamo insieme da 6 anni e da 3 conviviamo e con lui è tutto perfetto. Almeno con lui.

Il problema riguarda la mia famiglia, dopo che abbiamo preso la decisione di sposarci, precisamente un anno fa circa, sono iniziati i problemi, in particolare con mia madre e mia sorella.

Parti dal presupposto che mia mamma ha la mania di voler avere tutto sotto controllo e quello che dice lei deve essere legge, ed io sono una che preferisce fare di testa propria specialmente per il matrimonio, in fin dei conti siamo io ed il mio ragazzo a dover convolare a nozze. Mia sorella invece, forse per l’età, è tendenzialmente menefreghista a meno che qualcosa non riguardi lei in prima persona.

Questo diciamo è il contorno, in questo clima un po’ teso, con alti e bassi continui in famiglia – con insulti pesanti fino a qualche mese fa da parte di mia madre – ora viene in mente ad entrambe di farmi notare i miei difetti.

Sembra una banalità e forse sull’estetica mi pongo troppi problemi, ma ti assicuro che fino a qualche mese fa me ne fregavo allegramente, puntavo tutto sul carattere: non sono bella ma ho un carattere forte che mi piace molto. Ho sempre pensato che pensavo non tutti sono perfetti, tutti hanno difetti e dunque non ho mai preteso la perfezione perchè non esiste. Ora però un po’ ci sto male, forse perché non sono quella che trova difetti nelle persone, ma cerco piuttosto di trovare dei pregi, nel fisico, nel viso, nel carattere, nei modi di fare, nel modo di vestire, credo che ognuno a suo modo sia bello. Per quanto riguarda la mia famiglia non è così, e non è la prima volta che il mio compagno mi trova in lacrime. Conosco benissimo i miei difetti, li so tutti a memoria e li vedo ogni giorno davanti allo specchio, ma perché proprio la mia famiglia deve essere, in certi casi, cosi cattiva? Non basto io ad avere una pessima autostima? Come faccio a recuperare l’autostima quando gli altri me la demoliscono?

Non so se avrai modo di aiutarmi e nemmeno se avrai modo o voglia di leggere la mia lettera, comunque ti ringrazio.

 

D.

 

 

Cara D.

Come si dice dalle mie parti, “che panciata di nervoso!”

La tua lettera m’ha provocato un’attacco di gastrite che nemmeno i suggeriti di Facebook quando mi compare qualcuno che mi sta sugli zebedei.

Te lo dico immediatamente: non posso giustificare tua madre solo perché tale; il comportamento che sta tenendo nei tuoi confronti è a dir poco deplorevole e, ti dirò, non è nemmeno la prima volta che mi ritrovo a leggere di situazioni di questo tipo, intendo di madri che sminuiscono 24 ore su 24 le proprie figlie, che ovviamente mi lasciano a dir poco allibita. Su tua sorella preferisco non esprimermi: segue l’onda di tua madre, è piccola, immatura e strafottente. La vita le darà modo di comprendere che le persone che ci vogliono bene meritano rispetto – almeno me lo auguro, ma per lei e per il suo futuro.

Non sono una psicologa, né tantomeno conosco a fondo le vostre vite, ma una madre che insulta la propria figlia, che la sminuisce provocando lacrime ed insicurezze, è certamente una mamma che ha uno o più problemi di fondo. Con ciò non voglio dire che non ti ami, che non ti stimi o che non ti voglia bene – e su questo non mi permetterei mai di mettere bocca – ma di certo, permettimi, c’è qualcosa che non quadra, e se i problemi sono iniziati proprio un anno fa, quando hai deciso di fare il grande passo insieme al tuo lui, mi viene da pensare che, purtroppo, esista una sorta di collegamento.

Non so in che rapporti siano i tuoi genitori, non so quale tipo di frustrazione affligga tua madre, ma quest’atteggiamento sembra quello di “un’amica” invidiosa e inacidita, una di quelle che apre bocca con cattiveria per far male. E non immagini nemmeno quando mi spiaccia pormi in questo modo, ma avendo avuto una madre che per 73 anni ha subito ogni tipo di angheria da parte di mia nonna – buonanima – posso dirti di aver una specializzazione in materia “madri che non rispettano le figlie perché insoddisfatte della propria vita”.

Mi hai scritto per chiedermi consiglio, provo a dartelo.

Partiamo da questo presupposto: “la mamma è sempre la mamma”, ma come tale si deve comportare. Se mi metti al mondo, ma mi tratti a pesci in faccia, non mi rispetti, provochi dolore, allora sei alla pari di qualsiasi altra persona che si azzardi a mancarmi di rispetto. Però, visto che non conosco i vostri precedenti e visto che voglio essere ottimista supponendo che prima di un anno fa, nonostante il “caratteraccio” di tua madre, le cose tra di voi andassero meglio, credo che l’unica cosa che tu possa fare per cercare di risolvere la situazione sia solo ed esclusivamente una: devi indagare. E con questo intendo il contare fino a 10.000, fare un po’ di meditazione – circa 6 o 7 ore – dopo ciò metterti a tavolino con lei, chiedendole il perché si stia comportando così, mettendola davanti alla tua sofferenza, al tuo disagio, spiegandole che ti ha riempito d’insicurezze che non ti appartenevano, facendole capire che si sta comportando davvero male e che il “davvero male” è riduttivo.

Non so cosa possa saltar fuori da una discussione di questo tipo. Forse nulla, forse una grossa lite, o forse la verità sul perché sia diventata più acida della strega di Biancaneve. A prescindere, è una cosa che devi assolutamente fare: prima di tutto perché questo è uno tra i momenti più belli della tua vita e nessuno deve permettersi di rovinarlo, in secondo luogo perché la persona che ti sta facendo soffrire è tua madre (!!!)  e deve realizzare che sminuirti, portandoti ad essere persona insicura, non è il modo migliore per manifestare qualsiasi tipo di disappunto in merito alla scelta che hai fatto, inoltre – fondamentale – perché devi sfogarti, tirar fuori la forza di cui mi hai parlato, sbattendogliela in faccia, più e più volte, così da darle modo di capire quanto stia sbagliando, perché nessuno è perfetto e lei lo sta dimostrando – incredibilmente bene – perché la vita non è solo apparenza, non è solo estetica e perfezione, e questi sono principi che una madre dovrebbe conoscere facendone capo saldo dell’educazione dei propri figli. Dovrebbe, ma lei non lo sa.

Cammina per strada a testa alta, e fallo fino all’altare.

Sii fiera di quello che sei. 

Tu te lo puoi permettere. La tua famiglia, mi spiace per loro, no.

Un abbraccio.

La Crinzi

dilloallacrinzi@ilcorrieredellacitta.it

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Dillo alla Crinzi: ho tradito per due volte mio marito

Ciao Ale, 

ti seguo da un bel po’ ormai e leggo sempre la tua rubrica “Dillo alla Crinzi” e visto che, non so come, hai sempre le parole giuste per tutte noi, ho deciso di scriverti anche io.

La mia storia parte 10 anni fa, quando all’età di 15 anni conosco il mio attuale marito, con cui sono praticamente cresciuta. Lui ha 9 anni più di me, quindi, per inesperienza, mi sono sempre affidata a lui in tutto.

Stiamo insieme da 5 anni quando finisco (se si può dire così) a letto con un altro, uno di quei classici “fighi” (almeno per me) alto e palestrato; ovviamente il mio compagno non sa niente di tutto ciò e, in quel periodo, cominciano una serie di “scappatelle”, che finiscono poi nel momento in cui andiamo a convivere, perchè capisco di volere solo lui nella mia vita e nessun altro.

Dopo qualche anno di convivenza decidiamo di sposarci. Fin qui tutto bene, credo di aver superato il momento “sbando”, quando compare nella mia vita una persona, un collega, anche lui sposato, che quindi non cerca relazioni, ma solo sesso, con cui mi trovo bene, e cominciamo a trovarci alla macchinetta del caffè a chiacchierare e anche, poi, a scambiarci messaggi. 

Ci troviamo d’accordo su tante cose e come sempre, un messaggio tira l’altro, decidiamo di vederci fuori dal lavoro e lì scopriamo di andare d’accordo anche sul lato sesso. Riusciamo a parlare di tutto, cosa che molte volte con mio marito non riesco a fare, forse per il “timore” che ho sempre nei suoi confronti, non lo so, so solo che in questo momento ovviamente mi vengono in testa tante domande, so che restare con il piedi in 2 scarpe non è la scelta giusta, ma nello stesso tempo, so che sto bene con mio marito, so che lui mi ama e lo amo anche io, ma ogni tanto cerco queste “evasioni” e anche se mi dico questa sarà l’ultima, non c’è mai una fine.

Spero che tu possa finalmente aprirmi gli occhi, anche se so già quale sarà la risposta, forse se te la dice “un’estranea” ti entra più in testa, che non detta dagli amici che hai accanto.

Sei speciale Ale.

Un abbraccio. Alice

Ciao Alice, 

sarò sincera, veloce e più o meno indolore. Sei nella classica situazione che per essere “sbloccata” ha bisogno di un Pic – più o meno – indolor abbinato ovviamente a una doccia fredda che sono certa ti farò comodo, perché ti porterà ad uscire fuori dal paese delle meraviglie mentale che hai creato; contesto nel quale ti auto-convinci, semplicemente per paura delle conseguenze, di essere ancora innamorata di tuo marito. 

Allora, saltiamo il pippone moralista su quanto sia sbagliato tradire la fiducia di chi ci ama. Di secondo nome faccio Rita, non Don Matteo, e sono convinta che tu sappia già benissimo che definire sbagliato il tuo comportamento è a dir poco riduttivo. Bene. Detto questo procediamo arrivando al sodo, e cioè all’affermazione che mi costringe a scollarti fortissimo con la speranza che tu possa accettare la realtà: “sto bene con mio marito, io amo lui e so che lui ama me”. Inutile dirti che in questa frase trovo due bugie e forse una verità. 

State insieme da una vita, avevi 15 anni, presuppongo che ogni prima volta (anche la più importante) sia stata con lui. Non hai conosciuto altri uomini, probabilmente fidanzata “ufficialmente” già da così piccola, hai vissuto poche esperienze – non intendo esclusivamente sessuali –  e non è successo perché hai voluto, ma solo perché ti sei ritrovata catapultata in una relazione importante senza che manco te ne rendessi conto. Questo mi porta a pensare che tu sia ancora qui solo per paura, a causa di una sorta di timore di lasciare la strada vecchia per la nuova – o qualcosa di simile. 

Credo che tu abbia smesso di amare tuo marito prima ancora che diventasse tale –  chissà quanto tempo fa – probabilmente nel momento in cui sei finita a letto con un altro. L’hai sposato semplicemente perché una sera ti sei guardata alla specchio hai riflettuto sul fatto che un altro così pacato, serio, intelligente, sarebbe stato difficile da trovare, o forse, hai fatto il grande passo spinta dai “come faccio a dirgli che non so se lo amo più?”, “come lo giustifico con amici e parenti?”. 

Ed è così ti sei ritrovata in trappola, tra l’altro in una gabbia 1 metro per 1 metro, dove fingi la vita della mogliettina che non può chiedere di meglio dalla vita mentre invece, frustrata da una relazione che non ti rende felice, cerchi chiacchiere, sesso, comprensione, nel letto di un altro, perché con il tuo lui, nonostante il tempo trascorso insieme, non sei mai riuscita ad essere davvero te stessa. 

Ieri è stato quello, oggi quell’altro, domani chissà chi. Quelle che tu definisci evasioni, sono tradimenti che non avranno mai fine. 

Tu non sei felice. Anzi, tu sei un’infelice che finge l’opposto. Il tuo lui è troppo preso da se stesso e sicuramente molto autoritario ma, a prescindere, non merita ciò.

Questo per me è un 2 + 2 che ha come risultato finale un ‘tira fuori le palle’ scritto a caratteri cubitali. 

Perdona la franchezza. 

Un abbraccio grande e coraggio!

La Crinzi

dilloallacrinzi@ilcorrieredellacitta.it

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