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Il Concerto di Natale 2017 dell’Istituto Gramsci di Aprilia porta la borsa di studio “Andrea Di GIoia”

 

Martedì 19 dicembre alle ore 20,00 gli alunni del Corso ad Indirizzo Musicale dell’Istituto Comprensivo A. Gramsci, si sono esibiti nel tradizionale Concerto di Natale, presso la Chiesa Arcipretale di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti , sita in Piazza Roma ad Aprilia.

Un nutrito programma che ha coinvolto tutti i 74 ragazzi che costituiscono il corso G.

Un turbinio di bran , spaziando dalle classiche canzoni natalizie americane a quelle europee, attraversando le epoche storiche con brani di compositori come Haendel , Mozart, Offenbach,Cohen, Bernstein, fino a chiudere la serata in un grande crescendo con la Marcia di Radetzky, chicca del classicismo viennes , brano in cui il pubblico ha potuto interagire battendo le mani .

Tutto ciò è stato possibile grazie all’ impegno dei docenti:Prof.ssa Roberta Barbera (Flauto traverso), Prof. Stefano Catena (Tromba), Proff.ri Claudio Di Lelio e Vincenzo Miglionico (Violino), Prof.ssa Patrizia Ercoli (Pianoforte), Prof.ssa Cinzia Milluzzo ( Musica).

La serata

Splendida l’ introduzione a cura del Prof. Alessandro Carlomagno , che ha ricordato Andrea Di Gioia, alunno modello, volenteroso, solare, appassionato e un talento musicale.

Andrea è sempre presente, non potremo mai dimenticarlo!”.

Il Prof. Carlomagno ci ha tenuto a ringraziare tutti i partecipanti e soprattutto la Famiglia Di Gioia, e ha inviato un grande in bocca al lupo alla Prof.ssa Cinzia Milluzzo , docente di Musica, che a causa di un febbrone non ha potuto essere presente per dirigere il suo Coro, sostituita per l’occasione dalla Prof.ssa Patrizia Ercoli.

Presentatrice della serata Asia Sofie Neroni, ex allieva della classe di Flauto.

Apertura del Concerto con il Coro costituito da tutti i 74 alunni del Corso che hanno allietato gli spettatori con 3 brani divertenti e suggestivi : due canoni , C’è gioia, il cui testo è stato scritto dagli alunni del Corso e Mbele Mama, un canto tradizionale swahili in onore di tutte le mamme, chiudendo la performance con un canto tradizionale spagnolo A la nanita nana.

Si è proseguito con la prima esibizione degli alunni di 1G della classe di Pianoforte della Prof.ssa Patrizia Ercoli, in ensemble con alcuni allievi di 3G e dalla ex allieva Anna Orekhova .

Il programma, restando in tema musicale, è stato un crescendo, alternando solisti e insiemi strumentali, in cui si sono potuti esibire anche ex allievi di flauto, tromba, violino e pianoforte,alcuni dei quali proseguono gli studi presso i licei musicali di Latina e Anzio, o privatamente presso associazioni musicali.

Particolare ed emozionante l’esibizione dell’Allelujah di Leonard Cohen con le voci di Demetrio Botticelli e la mamma , nonché storica ex allieva del corso ad indirizzo Musicale , Valentina Vetrano.

Divertente la versione strumentale dello spiritual I will Follow Him di J. W.Stole ,trascrizione della Prof.ssa Roberta Barbera , sinergico lavoro che ha coinvolto gli alunni della classe di Flauto e delle classi di Violino del Prof. Claudio Di Lelio e del Prof. Vincenzo Miglionico nuovo docente titolare della cattedra.

Trascinante l’Allegro tratto dalla Piccola Musica Notturna di A. W. Mozart trascrizione del Prof. Claudio Di Lelio in cui i violinisti della classe 3G si sono cimentati.

La classe di Tromba del Prof. Stefano Catena invece si è esibita partendo da alcune danze medievali , passando per brani di fine ‘800 come “Noveau Monde” di A. Dvorak fino ad un medley di canzoni natalizie tradizionali .

La consegna della Borsa di Studio “Andrea Di Gioia”

Come annunciato il 17 agosto 2016 , presso l’I.C. Antonio Gramsci è stata istituita la prima borsa di studio dedicata ad “Andrea Di Gioia”, idea della prof.ssa Roberta Barbera titolare della cattedra di Flauto traverso e insegnante di Andrea durante tutto il triennio , per mantenere vivo il suo ricordo e come segno di stima e affetto.

Proposta accolta subito dalla Famiglia Di Gioia, dal Dirigente scolastico Dott.ssa Maria Nostro e alla cui realizzazione economica hanno contribuito con donazioni anche i genitori degli allievi ed ex allievi che avevano conosciuto e amato Andrea.

Andrea ,alunno brillante che amava la musica e che nella musica avrebbe voluto esprimere sé stesso ,la cui vita prematuramente è stata spezzata a 15 anni a causa di un tragico incidente stradale.

Come Andre, Iris Ieva sin da bambina aveva deciso che avrebbe studiato musica. Il suo grande sogno era diventare una violinista e nel Corso ad Indirizzo musicale ha trovato naturalmente la sua strada superando la selezione per entrare al Conservatorio Ottorino Respighi di Latina , in cui attualmente studia sia violino che pianoforte.

Iris si è distinta non solo nelle materie curriculari mattutine, ma nell’anno scolastico 2016/2017 al 20°Concorso internazionale Musicale”Poggese” si è aggiudicata il 2°premio con votazione 98/100 in una categoria unica. (Prato 2017) ; 2° premio come solista al 10°Concorso Musicale Internazionale”Città di Tarquinia”(2017 VT), nonché premiata anche con l’orchestra.

Visibilmente commossa Iris, si è esibita in duo con il Prof. Claudio Di Lelio, che l’ha seguita e spronata durante il 3° anno , nel Largo dell’Inverno tratto dalle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi.

La signora Patrizia Di Gioia è stata veramente contenta e commossa della scelta effettuata dai docenti , perché Iris rispecchia ciò che era Andrea, una ragazza matura, educata, rispettosa, meritevole e un talento musicale.

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Comunità di Vallepietra in Aprilia: messa per commemorare i suoi defunti

Il prossimo venerdì 17 novembre alle ore 19,00, presso la chiesa di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti, sarà celebrata la Santa Messa in suffragio dei defunti della comunità di Vallepietra residenti ad Aprilia. La funzione verrà officiata da Don Alberto Ponzi, parroco di questo paesino noto soprattutto per la presenza del Santuario della Santissima Trinità, arroccato sulla cima di una montagna. Un appuntamento che si ripete da oltre 20 anni e che ha lo straordinario potere di far riunire giovani e meno giovani nel ricordo degli affetti lontani e nel segno del legame verso le proprie origini.

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L’invincibile spirito del San Michele di Aprilia

“A te, condottiero delle Angeliche Milizie, si eleva fiduciosa la preghiera quanti, serrati nei ranghi della Polizia Italiana, Ti acclamano loro Patrono, mentre ti invocano celestiale animatore dei loro propositi e illuminato consigliere della loro sollecitudine vigilante.

“Tu, che avesti da Dio il compito altissimo di fugare gli spiriti tenebrosi… fra i suoi cittadini concordia, onestà e pace. E fa che essi rechino dovunque un lievito ardente di una umana fraternità…

“Oh, San Michele Arcangelo, Tu che porti nel tuo nome stesso il grido insopprimibile della fedeltà e obbedienza alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà agli affetti nostri per la serenità delle nostre case, per la dignità della nostra terra”. (Preghiera della Polizia di Stato al protettore San Michele Arcangelo.)

Oggi, 29 settembre, si celebra il patrocinio spirituale di Aprilia, attraverso la Festa di San Michele Arcangelo.

La città è tutta in fermento in questi giorni, fino a chiusura dei festeggiamenti che è sempre fragorosa e luminosa con i fuochi d’artificio.

In tanti si affaccendano, a partire dall’amministrazione comunale, alle associazioni con i salotti culturali e altre manifestazioni, fino a Infioritalia, con il tradizionale immenso mosaico di fiori che colora Piazza Roma, in prossimità del mastodontico palcoscenico pronto di luci e strumenti per accogliere artisti famosi e non.

San Michele sconfigge Satana

Proprio dall’infiorata, eseguita nottetempo da volontari è venuta la riflessione su come mai la scelta di questo santo e non altro come custode delle terre apriliane e delle sue genti.

Intervistando diverse fonti storiche cittadine, non si è giunti alla reale motivazione, ma tra i pensieri espressi quello che trova suffragio almeno sentimentale è che l’Arcangelo che insorge contro Satana e i suoi satelliti, sia insorto contro l’inferno della Palude Pontina, delle zone insalubri, della malaria, schiacciandole e definitivamente annientandole.

Argomentando questo, tuttavia, viene anche da pensare alla statua, eretta nel 1936 da Venanzio Crocetti, a compimento della realizzazione della città di fondazione.

La Seconda Guerra Mondiale rase quasi al suolo il piccolo borgo, e colpì e ferì anche l’imponente scultura bronzea, senza tuttavia abbatterla!

Come ci racconta la raccolta fotografica, che si tratti di un piccolo miracolo lo può pensare sia un religioso sia un ateo!

A seguito del bombardamento, infatti, l’opera più antica e importante della città si presentava solo priva di un pezzo della coda del drago, colpita da schegge di bombe e proiettili con una vasta presenza di fori che furono mantenuti per lunghi anni.
Nel 1991 fu realizzato il restauro conservativo della statua con interventi di rinforzo all’interno, ma al momento della rimozione della statua, Crocetti che aveva deciso di seguirne il restauro scoprì nuove lesioni.

Lo scultore era insoddisfatto del restauro avvenuto e decise nel 1995 di ricercare il modello nel proprio studio-laboratorio e di intraprendere su di lui il lavoro di recupero.
Durante la preparazione dell’opera l’artista marchigiano ebbe un incidente: cadde dalla scala sulla quale lavorava e si salvò solo aggrappandosi alle ali che lo sorressero e lo salvarono, considerando l’altezza dei tre metri, da una possibile morte facendo nascere in lui una devozione particolare verso il Santo che lo legò fortemente all’opera da lui realizzata e, certamente alla città che la ospita e venera.

Quella preghiera della Polizia di Stato pare racchiuda il comune spirito dei cittadini apriliani, quelli più anziani e meno, che annualmente si ritrovano insieme attorno ad essa con funzioni religiose e laiche per rendere un ringraziamento a quell’uomo alto tre metri, dalle magnifiche ali e con l’armatura da guerriero, dall’espressione determinata nell’impugnare l’invincibile spada che ha sgominato il male per ben due volte dalla città di Aprilia.

Marina Cozzo

 

 

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L’invincibile spirito del San Michele di Aprilia

“A te, condottiero delle Angeliche Milizie, si eleva fiduciosa la preghiera quanti, serrati nei ranghi della Polizia Italiana, Ti acclamano loro Patrono, mentre ti invocano celestiale animatore dei loro propositi e illuminato consigliere della loro sollecitudine vigilante.

“Tu, che avesti da Dio il compito altissimo di fugare gli spiriti tenebrosi… fra i suoi cittadini concordia, onestà e pace. E fa che essi rechino dovunque un lievito ardente di una umana fraternità…

“Oh, San Michele Arcangelo, Tu che porti nel tuo nome stesso il grido insopprimibile della fedeltà e obbedienza alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà agli affetti nostri per la serenità delle nostre case, per la dignità della nostra terra”. (Preghiera della Polizia di Stato al protettore San Michele Arcangelo.)

Oggi, 29 settembre, si celebra il patrocinio spirituale di Aprilia, attraverso la Festa di San Michele Arcangelo.

La città è tutta in fermento in questi giorni, fino a chiusura dei festeggiamenti che è sempre fragorosa e luminosa con i fuochi d’artificio.

In tanti si affaccendano, a partire dall’amministrazione comunale, alle associazioni con i salotti culturali e altre manifestazioni, fino a Infioritalia, con il tradizionale immenso mosaico di fiori che colora Piazza Roma, in prossimità del mastodontico palcoscenico pronto di luci e strumenti per accogliere artisti famosi e non.

San Michele sconfigge Satana

Proprio dall’infiorata, eseguita nottetempo da volontari è venuta la riflessione su come mai la scelta di questo santo e non altro come custode delle terre apriliane e delle sue genti.

Intervistando diverse fonti storiche cittadine, non si è giunti alla reale motivazione, ma tra i pensieri espressi quello che trova suffragio almeno sentimentale è che l’Arcangelo che insorge contro Satana e i suoi satelliti, sia insorto contro l’inferno della Palude Pontina, delle zone insalubri, della malaria, schiacciandole e definitivamente annientandole.

Argomentando questo, tuttavia, viene anche da pensare alla statua, eretta nel 1936 da Venanzio Crocetti, a compimento della realizzazione della città di fondazione.

La Seconda Guerra Mondiale rase quasi al suolo il piccolo borgo, e colpì e ferì anche l’imponente scultura bronzea, senza tuttavia abbatterla!

Come ci racconta la raccolta fotografica, che si tratti di un piccolo miracolo lo può pensare sia un religioso sia un ateo!

A seguito del bombardamento, infatti, l’opera più antica e importante della città si presentava solo priva di un pezzo della coda del drago, colpita da schegge di bombe e proiettili con una vasta presenza di fori che furono mantenuti per lunghi anni.
Nel 1991 fu realizzato il restauro conservativo della statua con interventi di rinforzo all’interno, ma al momento della rimozione della statua, Crocetti che aveva deciso di seguirne il restauro scoprì nuove lesioni.

Lo scultore era insoddisfatto del restauro avvenuto e decise nel 1995 di ricercare il modello nel proprio studio-laboratorio e di intraprendere su di lui il lavoro di recupero.
Durante la preparazione dell’opera l’artista marchigiano ebbe un incidente: cadde dalla scala sulla quale lavorava e si salvò solo aggrappandosi alle ali che lo sorressero e lo salvarono, considerando l’altezza dei tre metri, da una possibile morte facendo nascere in lui una devozione particolare verso il Santo che lo legò fortemente all’opera da lui realizzata e, certamente alla città che la ospita e venera.

Quella preghiera della Polizia di Stato pare racchiuda il comune spirito dei cittadini apriliani, quelli più anziani e meno, che annualmente si ritrovano insieme attorno ad essa con funzioni religiose e laiche per rendere un ringraziamento a quell’uomo alto tre metri, dalle magnifiche ali e con l’armatura da guerriero, dall’espressione determinata nell’impugnare l’invincibile spada che ha sgominato il male per ben due volte dalla città di Aprilia.

Marina Cozzo

 

 

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Domenica 14 maggio, messa di ricordo per Don Angelo

ore 18.30 – San Michele

Domenica 14 maggio, alle ore 18:30, presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, in Piazza Roma, verrà celebrata una Messa in ricordo di don Angelo Zanardo.

Il parroco veniva a mancare alla sua comunità nel 2011 e talune persone a lui particolarmente legate hanno avuto l’iniziativa di dedicare una messa in sua memoria.

Don Angelo era giunto ad Aprilia nei primi anni ’50 quando l’Unione Sacerdotale San Raffaele, mandò un numeroso gruppo di giovanissimi prelati, in una città in via di ricostruzione  e di rinascita, sociale e culturale.

Così nel 1959, il compianto sacerdote istituiva il Centro di Addestramento Don Milani, per la formazione dei giovani al lavoro, seguendoli ed educandoli amorevolmente e con impegno.

Come si legge da un pensiero di un apriliano “I tantissimi ragazzi, che avevano l’opportunità di frequentare i due anni di corso, conseguivano un diploma riconosciuto dalla Regione e un’ottima preparazione teorico-pratica: un biglietto da visita molto utile per essere assunti in una delle tante fabbriche di Aprilia. Senza dimenticare che don Angelo, una volta terminata la scuola, non abbandonava i suoi allievi, ma riusciva a trovare un posto di lavoro a tutti.”

La sua opera e la sua personalità hanno contribuito concretamente alla crescita di Aprilia, che ancora non lo dimentica.

Marina Cozzo

 

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