Pomezia, inaugurato il nuovo giardino a Martin Pescatore. Zuccalà: “Altro spazio recuperato”

Inaugurato questa mattina il nuovo giardino di via Vinci a Martin Pescatore, accanto alla scuola dell’infanzia dell’I.C. Enea. L’area verde, di 1500 metri quadri, vede un’area dedicata ai bambini, con giochi e pavimentazione antitrauma in gomma; un’area didattica, con nuove piante di piccolo e medio fusto, aiuole e cespugli che creano un percorso sensoriale utile a insegnanti e studenti; e un’area relax con panchine e una fontanella d’acqua.

LE PAROLE DEL SINDACO ALL’INAUGURAZIONE DEL NUOVO GIARDINO

Il giardino sarà a disposizione della scuola e del quartiere – ha detto il Sindaco Adriano Zuccalà, che ha tagliato il nastro insieme all’Assessore Giovanni MattiasPer l’inizio del nuovo anno scolastico saranno installati ulteriori giochi per i bambini e altre alberature che attualmente non potevano essere messe a dimora vista la stagione estiva. Dopo l’area verde di via Danimarca-via Certaldo, recuperiamo un altro spazio abbandonato che restituiamo alla comunità di quartiere”.

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“Festival of Learning” è la creatività e la bellezza dei bambini della Marconi di Aprilia

Si è concluso oggi il “Festivale of Learnig” realizzato presso l’I.C. Marconi.

Una due giorni di esposizione e spiegazioni dei lavori svolti dagli alunni della storica scuola apriliana.

Dopo letture svolte in classe, i bambini erano invitati a rendere “tangibile” un argomento, una storia o un personaggio e con l’uso di vario materiale anche di riuso, essi hanno realizzato dei percorsi di conoscenza colorati e giocosi.

Ma non finisce qui: l’esposizione del Festival era spiegata dagli stessi autori, che con grazia e sicurezza hanno perfettamente illustrato il lavoro.

Alunni di tutte le classi, dalla prima alla quinta, coordinati dalla referente Giovanna Orsini insegnante presso il plesso più antico di Aprilia da ben 27 anni.

Un grande lavoro dove tutti si sono divertiti e di cui tutti sono stati molto orgogliosi.

Il progetto di quest’anno è stato una novità, rispetto a quelli precedenti, sopratutto perchè di tutte le idee, della realizzazione e della narrazione attori assoluti erano sempre i bambini.

Marina Cozzo

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Pomezia, contributi economici per i centri estivi. Ecco chi li può ottenere

Il Comune di Pomezia mette a disposizione delle famiglie dei contributi economici per mandare i bambini nei centri estivi.

I CONTRIBUTI ECONOMICI DEL COMUNE DI POMEZIA PER I CENTRI ESTIVI DEI BAMBINI

Sono stati stanziati 30mila euro. Il contributo è riservato a famiglie con figli tra i 5 e i 12 anni, con un reddito Isee certificato non superiore a 25mila euro. Nel caso di cittadini stranieri, si deve essere in regola con il permesso di soggiorno. La quota di contribuzione comunale va dai 35 ai 90 euro, in base al reddito.

Il contributo, poi, vale per massimo 4 settimane e non può superare il 90% della retta settimanale ammissibile (100 euro)

Si può fare richiesta entro il 25 giugno 2018 al Protocollo generale del Comune o alla pec: protocollo@pec.comune.pomezia.rm.it

Qui tutte le altre info.

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Croce Rossa e Vigili Urbani di Aprilia partecipano al Progetto Young ad Aprilia2

Croce Rossa Italiana e Vigili Urbani di Aprilia offrono lezioni pratiche di Primo Soccorso e Sicurezza Stradale

 

Anche quest’anno Aprilia2 rinnova l’appuntamento con il Progetto Young, iniziativa ideata e promossa in collaborazione con Croce Rossa Italiana; un laboratorio di esperienze formative che coinvolge gli alunni delle classi quinte delle scuole primarie in un percorso che punta l’attenzione sui valori di educazione sanitaria, primo soccorso e sicurezza stradale. Durante la settimana, più di 700 alunni delle quinte elementaridi Aprilia raggiungeranno il Centro Aprilia2, pronti ad essere coinvolti in dimostrazioni pratiche tenute dai volontari di Croce Rossa Italiana e dagli Agenti del Comando Polizia Municipale di Aprilia, mettendo in pratica le lezioni teoriche affrontate in classe nelle settimane precedenti.

 

In questa terza edizione, il coinvolgimento di 30 classi provenienti da 7 scuole, per un totale di oltre 700 bambini testimonia come il Progetto Young continui a ricevere notevoli dimostrazioni di interesse da parte delle istituzioni scolastiche. Aprilia2 ha messo a disposizione navette bus per agevolare l’arrivo degli alunni dai diversi Istituti Scolastici.

L’obiettivo del Progetto Young è quello di sviluppare anche nei più piccoli le capacità di mettere in atto comportamenti di autoprotezione funzionali alla diffusione della cultura della sicurezza.

 

Il percorso didattico prevede una serie di incontri in aula, dove vengono illustrate le nozioni di primo soccorso, come la valutazione di un incidente, la richiesta di soccorso e le azioni che si possono compiere per risolvere situazioni non complicate, come medicare una piccola ferita. Quest’anno, i volontari della CRI hanno deciso di ampliare l’offerta formativa e dunque di elevare la preparazione degli alunni, sottoponendo loro procedure più avanzate di primo soccorso, come riconoscere i sintomi di un arresto cardiaco e associare una determinata urgenza alla gravità del caso. Gli alunni hanno quindi appreso nozioni relative al c.d. 1° anello della catena di sopravvivenza, spiegate loro con terminologie comprensibili ai più piccoli, cimentandosi nella nuova sfida con sempre crescente interesse ed entusiasmo. 

 

Fino al 27 Aprile, presso Aprilia2, i bambini potranno osservare da vicino l’interno di un’ambulanza e simuleranno, guidati dai volontari della CRI, una serie di interventi di soccorso. Inoltre, attraverso la ricostruzione di un circuito automobilistico creato in collaborazione con il Parco del Traffico dell’Eur, gli alunni saranno invitati a prendere confidenza con i primi rudimenti della guida automobilistica, mettendo in pratica le basilari regole della strada. 

 

Il Progetto Young, come nelle precedenti edizioni, farà da cornice ad un altro importante appuntamento: sabato 28 e domenica 29 aprile torna l’Ospedale dei Pupazzi, iniziativa promossa da Aprilia2, ideata e gestita dal Segretariato Italiano Studenti di Medicina, rivolta a bambini dai 2 agli 8 anni. Nella galleria del centro sarà riprodotta una corsia d’ospedale, suddivisa per reparti, dove gli studenti della Facoltà di Medicina dell’Università di Tor Vergata effettueranno insieme ai bambini, in un’atmosfera ludico-didattica, visite mediche ai loro pupazzi.

 

L’iniziativa “Progetto Young” è patrocinata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio scolastico per il Lazio, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Latina e dal Comune di Aprilia.

PROGRAMMA:

  • 28-29 aprile, dalle 10 alle 19

Arriva l’Ospedale dei Pupazzi! I nostri dottori vi aspettano per visitare i vostri peluche e bambole!
L’Ospedale dei Pupazzi è un progetto SISM.

  • 25-28-29 aprile, dalle 12 alle 19

Non perdetevi il Parco del Traffico, dove i più piccoli possono imparare le prime nozioni di guida, rigorosamente con macchine elettriche.

 

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Bullismo: “I bambini non nascono cattivi”, lo diventano. Ne parla l’esperta Maria Tinto

Il bullismo non trova freno, e ancora i fatti di cronaca ci raccontano di una società in cui questo gravissimo tarlo piega vittime e carnefici, di ogni età e persino docenti, come è di recente avvenuto all’insegnante di Lucca.

Abbiamo chiesto il parere all’esperta maria Tinto, autrice di “I bambini non nascono cattivi”.

Più che mai questo suo saggio è pertinente e la psicologa, esperta nella terapia infantile spiega così:

“Per i fatti di Lucca, come per altri simili fattacci, cercare le colpe vuol dire già ammettere una sconfitta.

Ai colpevoli viene inflitta una condanna, ma quando è una società intera a commettere errori, mi chiedo come si possa comminare una condanna appropriata.

I genitori certamente hanno grandi responsabilità, ma additarli come coloro che potrebbero ma non fanno, e se fanno sbagliano, non ci aiuta a trovare una strada per cercare di arginare questa deriva delinquenziale della nostra gioventù.

Se è vero che “I bambini non nascono cattivi”, è pur vero che lo diventano quando vengono “formati” a fare i “cattivi”.

L’adulto per un giovane è il modello che modella.

Cosa vuol dire?, vuol dire che l’apprendimento avviene soprattutto attraverso l’osservazione, poi c’è la messa in opera di quanto si è appreso.

I modelli che vengono quotidianamente proposti ai giovani sono quelli della prepotenza, fisica e verbale, basta accendere la tv per essere subito sopraffatti da programmi dove l’etica e l’educazione sono bandite.

Poi c’è la violenza dilagante del modello culturale, sempre più in voga, del ”io sono più di te”, “io valgo di più”, “io ho più di te”… e quindi “posso”…che si traduce in azioni contro l’altro, azioni messe in atto per soddisfare i propri bisogni, senza rispetto per nessuno.

Una forma di competizione ad libitum , in cui il potere del fare si impone su ogni logica del buon senso e dell’educazione.

Poi c’è la possibilità fornita dai social di mettere in rete ogni sorta di banalità, di oscenità e di violenza, per riscuotere consensi e “sentire” di esserci, di esistere per gli altri, ma soprattutto per se stessi.

Questa moda, che fornisce solo un futile inganno di appartenenza, perché sappiamo bene che il mondo virtuale è illusorio, denota un tratto istrionico-compulsivo dei nostri tempi, che coinvolge tutti, genitori, figli, insegnanti, senza contare il rischio che l’effetto imitazione può sortire, con una pubblicizzazione eccessiva della loro messa in onda.

Poi c’è la Famiglia, che sta vivendo una trasformazione non solo strutturale, rispetto alla sua composizione, ma soprattutto etica/concettuale.

Calata in una dimensione allargata, aperta, telematica, che non riconosce luoghi di appartenenza, non avendo confini definiti, diventa accessibile a tutti. Vacillante, indifesa, svuotata, la famiglia subisce la fascinazione di molteplici seduzioni, a cui non riesce a sfuggire e da cui non riesce ormai a proteggersi, anteponendo la soddisfazione dell’io a quella del noi, senza alcuna previsione di rinuncia nella realizzazione del proprio individualismo, vive un tempo che non le appartiene se non nell’eccezione semantica, come l’insieme di persone che abitano una stessa casa.

In questo contesto senza dubbio la classe genitoriale va riformata, perché i genitori non hanno più consapevolezza piena dell’importanza del ruolo che hanno nella vita dei figli.

Per cui i figli si trovano, da una parte con genitori superficiali, disattenti, assenti, svalutanti, esibenti, discontinui, ipertutelanti quando li proteggono oltre ogni limite, giustificandone le malefatte, e per non ammettere le proprie incapacità e debolezze personali, abdicano al loro ruolo genitoriale di educatori e di guida, dall’altro si ritrovano con una scuola che si sottrae ad ogni forma di contenimento pedagogico, e per non ammettere le proprie incapacità funzionali, accetta e giustifica le forme di irriverenza che subisce.

Insegnare il rispetto del ruolo di ciascuno, questa è la priorità, perché se un genitore non sa riconoscersi nel proprio ruolo rispetto al figlio, così come un’insegnante di fronte al suo allievo, non c’è il riconoscimento dell’altro, che vuol dire assenza totale di rispetto.

Abbassare la testa davanti ad un atto intimidatorio, non è mai una mossa vincente, specialmente quando a subirlo è una figura che ha avuto l’ investitura di ”autorità” istituzionale.

C’è un vuoto che ingoia i nostri ragazzi, un vuoto educativo di rispetto verso l’altro.

Una maleducazione imperante, che né famiglia né scuola sono in grado di correggere.

Allora bisogna chiedersi se sia il momento di pensare ad un nuovo modo di considerare la famiglia e la scuola, due facce della stessa medaglia che “comunicano” poco e quando lo fanno non usano lo stesso linguaggio.

In questo vuoto educativo i giovani sono annientati, sono soli, perché non hanno nessuno che li ascolta, e, paradossalmente, nonostante siano immersi in una comunicazione “social globale”, non hanno amici con cui parlare di sé, non hanno nessuno con cui raccontarsi, perché in questo silenzio generazionale, non c’è nessuno in ascolto.

Ci sono i bulli e ci sono le vittime, entrambi un prodotto dei nostri tempi, che vedono sempre di più l’individuo posto al centro di se stesso, che si sente il dio di se stesso, perché non c’è più verticalità.

La responsabilità della famiglia e della scuola è grande, e non è solo rispetto ai figli e agli allievi, ma è responsabilità sociale, perché famiglia e scuola rappresentano la pietra miliare per la crescita di una società civile.”
Quanto leggiamo è verità sconcertante e pesante di cui dobbiamo tutti prendere coscienza.
Per prendere contatti con

Maria Tinto: psicoterapeuta – 3338586641.

Marina Cozzo

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