Torvaianica, turisti in fuga dal litorale: pesa l’incertezza del ‘caso acqua’. E il mare torna torbido

Alberghi ma anche stabilimenti balneari. La telefonata è sempre la stessa: “Mi spiace ma vorremmo disdire”. E’ questo quanto sta accadendo a Torvaianica nei giorni del “caso acqua” che sta tenendo banco da ferragosto. Mare che, per inciso, oggi si è ripresentato torbido e marrone dopo che ieri il colore dell’acqua, tornato limpido, trasparente e pieno di pesci come ad inizio estate, aveva lasciato filtrare un certo ottimismo (anche se, è bene precisarlo, la limpidezza, in assenza di analisi, non è sinonimo in automatico di pulizia). 

Il divieto di balneazione, in vigore ormai da due giorni, sta tenendo lontani i bagnanti dall’acqua  – quelli già presenti sul posto, tra turisti e residenti – ma anche e soprattutto chi aveva stabilito di trascorrere le ultime settimane di agosto a Torvaianica. Ieri non a caso, i balneari avevano mostrato tutto il loro disappunto per un provvedimento ritenuto “troppo superficiale in assenza di elementi certi”.

A pesare come un macigno è la troppa l’incertezza per un’acqua che non si capisce se sia pericolosa o meno. Ieri, sia l’Arpa che il Comune di Pomezia avevano dato conto dei controlli in atto per cercare di stabilire il reale stato di salute del mare di Torvaianica e per estensione quello di Ardea; ma mentre si cercano le cause e si aspettano i risultati – con l’ipotesi di uno sversamento come causa unica di quanto accaduto in questi giorni che sembra sempre meno plausibile – il tempo passa e la stagione estiva si avvia verso la conclusione. 

Servono allora spiegazioni, e spiegazioni in tempi stretti da Guardia Costiera, Arpa e Comuni per far luce su quello che è diventato ormai il caso dell’estate. Anche perché ormai i quesiti sono molteplici: 

Come mai l’acqua è pulita un giorno sì e un giorno no? Il mare è inquinato o no? Oltre al presunto sversamento avvenuto nei canali di Rio Torto e Incastro ad Ardea cos’altro sta succedendo dato che “non si ravvisano problemi ai depuratori”? Se fosse ad esempio un alga a causare il fenomeno, quali azioni possono essere predisposte nell’immediato ma anche per evitare che una situazione del genere possa ripetersi il prossimo anno?

Domande che riproponiamo agli organi competenti e che speriamo trovino davvero risposte adeguate in tempi brevi. Altrimenti, considerando che il litorale di Pomezia non gode poi di tutta questa fama turistica, il danno d’immagine ed economico potrebbe essere davvero incalcolabile.

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Ardea, qualità del mare: ecco dov’è sicuro fare il bagno (MAPPA)

L’Arpa ha reso noti i primi dati dei campionamenti effettuati lungo le coste laziali per monitorare lo stato di salute delle nostre acque. Ad aprile 2018 rilevamenti sono stati effettuati come di consueto anche nel comune di Ardea.

Su 14 punti attenzionati tuttavia soltanto 6 hanno ottenuto un giudizio di idoneità, lo stesso scenario delineatosi del resto lo scorso anno, anche se non emergono particolari allarmi per ciò che riguarda la presenza di batteri dannosi per la salute umana (foto 2).

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