Ostia, quella direttiva silenziosa del Campidoglio per togliere l’autonomia

Come denunciato dal consigliere municipale di Ostia Andrea Bozzi (candidato alle scorse elezioni da civico autonomista) e certificato ieri dal Corriere della Sera, il Campidoglio ha spinto alcuni mesi fa per abrogare quel poco di decentramento amministrativo che vale per il litorale romano.

IL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO DI OSTIA

Si tratta di quel regolamento speciale approvato nel 2011 da Gianni Alemanno: prevede competenze uniche e autonomia in molte materie. Per lo più verde e spiagge. Ma adesso il Campidoglio si vuole riprendere i pieni poteri.

Grazie ai documenti rinvenuti da Bozzi si è scoperto solo oggi quello che è accaduto ben 6 mesi fa, nel silenzio e nell’ombra.

Sette giorni prima del ballottaggio del 19 novembre tra la candidata grillina e attuale presidente Giuliana Di Pillo e la sfidante di centro-destra Monica Picca, arrivava infatti una direttiva. La memoria della giunta Raggi numero 74 aveva impegnato l’assessore Luca Montuori ad abrogare il decentramento amministrativo di Ostia. 

LA DENUNCIA DI BOZZI ED IL CONTENUTO DELLA DIRETTIVA

Di fatto siamo ancora commissariati, ma dalla politica – ha commentato ieri Andrea Bozzi, che in una conferenza stampa ha illustrato i documenti trovati – Il municipio così è delegittimato e andrebbe chiuso, tanto le questioni importanti le tratta il Campidoglio. In più non c’è stata alcuna comunicazione sull’atto. Ribadiamo la nostra posizione che è il referendum per l’autonomia“.

Già nel 2015 il sindaco Ignazio Marino e il delegato Alfonso Sabella avevano provato a cancellare le poche clausole autonomiste del lido, inaugurate nel lontano 1992 dall’allora mini-sindaco Marco Pannella. La giunta Raggi ora fa lo stesso. Il motivo è indicato nelle stesse memorie: avere mano libera come Capidoglio per mettere mano al “lungomuro” e togliere cemento dal mare. In particolare si vorrebbe eliminare l’articolo 13 del decentramento, cosa che permetterebbe una gestione unilaterale del Pua (Piano dell’utilizo degli arenili), della pineta di Castel Fusano ed in generale “il rilascio delle licenze per gli stabilimenti balneari“.

CRITICHE DA CENTRO-DESTRA E PD

La Giunta Raggi, grazie ad una mozione dello scorso novembre passata sotto silenzio punta ora ad abolire il decentramento sulle spiagge e il verde del Municipio X, cancellare così i poteri di autonomia attribuiti nel 2011 con il centrodestra per poter demolire il lungomuro. Un provvedimento alla chetichella che mette sotto scacco i servizi essenziali del territorio e per il rilancio del Mare di Ostia, un atto che conferma come la Giunta Di Pillo sia solo un ufficio passacarte della sindaca Raggi. Nel frattempo è la terza domenica senza servizi sulle spiagge pubbliche, con il risultato che i romani troveranno gli arenili sporchi e insicuri, chioschi non abbattuti e ancora in piedi, e per finire in bellezza i grillini hanno addirittura riportato i bagni chimici…spendendo ben 200 mila euro. Alla faccia della trasparenza e della razionalizzazione delle risorse economiche”.

Lo hanno dichiarato in una nota congiunta gli esponenti di Fdi, Andrea De Priamo vicepresidente dell’Assemblea Capitolina e consigliere comunale e Monica Picca capogruppo nel Municipio X. 

Similmente il PD ostiense ha criticato la decisione della Raggi.

Ora si attende una risposta della sindaca e della mini-sindaca Di Pillo.

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