La Garibaldi di Aprilia: un Istituto Comprensivo che tutela i suoi alunni

Riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato della professoressa Pina Farina

Un’ora senza l’acqua non costituisce un grave problema. Soprattutto quando ci si veste dei panni di grandi propagatori di giustizia sociale piangendo per i bimbi del terzo, quarto e quinto mondo che non hanno il pozzo o se ce l’hanno dista chilometri da casa. Eppure noi,  gente ‘evoluta’, riusciamo a perdere il controllo della situazione anche per un tempo brevissimo, se sopravviene la necessità di fare un piccolo sacrificio. Pertanto, l’interruzione idrica alle 13:00 di ieri, nel Comune di Aprilia, ha precipitato (a quanto sembra) tutti i genitori nel caos. Ma quando si tratta di tutelare il benessere dei figli, (pur quando non ce n’è l’urgenza), non si frenano gambe e lingue e tutti proni ai loro ordini. Mi chiedo se era così necessario ritirarli con così pronto tempismo un’ora prima della fine delle lezioni. Per cosa poi? Paura di morire assetati? Certi giornalisti (o pseudo tali) da copia incolla,  i quali già da molto tempo amano scribacchiare cose dette alla rinfusa blaterate dalle prime corde vocali infiammate di rabbia, non hanno perso tempo, e giù! a infangare il difficile e delicato compito di una Dirigente Scolastica gravata dalla responsabilità diretta nei confronti di 600 minori. Non vanno mai in fondo alla questione certi dilettanti e osano issarsi contro chi svolge il proprio dovere senza che conoscano Norme e Leggi! Lo spiego io! In nessun caso un Dirigente Scolastico può lasciar uscire gli alunni (minori) senza che siano prelevati dagli stessi genitori o da chi ne fa le veci in quanto se, per disgrazia, dovesse accadere l’irreparabile o, semplicemente, che il tal Mariuccio Rossi se ne va gironzolando da solo o in festosa compagnia, a farne le spese è il Pubblico Ufficiale a cui è stato affidato il ragazzo. In questo caso, a disgrazia avvenuta, ecco che tutta la cittadinanza sarebbe pronta a  colpire chi non avrebbe fatto il proprio dovere di tutela dei minori. Insomma vale ancora quella canzone di qualche decennio fa…Se sei bravo ti tirano le pietre…sei cattivo ti tirano le pietre….qualunque cosa fai…. Mah! Tempi duri per la ragione! Comunque, per onor di cronaca, i pulmini erano là, come sempre, alle ore 14:07 e 16:30….con meno della metà degli alunni. Per un’ora senz’acqua!

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Antonio Terra: basta disservizi. L’intimazione stragiudiziale del Comune di Aprilia contro Acqualatina

 

 

Questa mattina ho dato mandato ai legali del Comune di Aprilia per intimare ad Acqualatina il ripristino della regolarità del servizio idrico”. Con queste parole il Sindaco Antonio Terra ha annunciato una nuova azione contro l’azienda, che proprio in queste settimane ha fatto registrare un crescendo di disservizi e malfunzionamenti, l’ultimo dei quali – ieri – ha praticamente privato dell’acqua buona parte della Città, per più di tre ore.

La nostra posizione sul tema non è certo nuova – continua il primo cittadino – e proprio gli episodi di questi giorni confermano la bontà dell’azione che abbiamo avviato ormai quasi dieci anni fa. È evidente, infatti, come la scelta di affidare un servizio pubblico – delicato come questo – al privato non abbia portato benefici per la Città, né sotto il profilo dell’efficienza tantomeno sotto quello dei costi, che rimangono altissimi se confrontati con la qualità del servizio erogato”.

L’Amministrazione civica apriliana in questi anni ha avviato un’azione di forza contro Acqualatina, per la restituzione – a titolo gratuito – degli impianti idrici della Città. La procedura però è stata rallentata dai ricorsi presentati dall’azienda, sui quali la magistratura non si è ancora pronunciata, sebbene siano ormai passati anni.

Il Sindaco Antonio Terra ha anche provato a coinvolgere gli altri Comuni della Provincia in un’azione collettiva per la ri-pubblicizzazione del servizio, scontrandosi però con quanti (specie tra gli esponenti dei partiti nazionali), pur avendo manifestato la propria disponibilità, si sono poi mostrati tiepidi nei confronti dell’azienda.

Non possiamo tollerare – continua Terra – disservizi così continui, specie in un momento così delicato come l’inizio dell’estate. È curioso, poi, che ciò avvenga proprio alla vigilia delle elezioni amministrative che devono decidere, tra le altre cose, l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale su questo tema, nei prossimi cinque anni.

Sarebbe interessante – conclude il Sindaco di Aprilia – che anche il mio sfidante, Domenico Vulcano, dicesse chiaramente la sua posizione in merito, indicando se intende proseguire nel percorso che abbiamo avviato anche grazie alla proficua collaborazione con il Comitato cittadino per l’Acqua Pubblica e smarcandosi così dalle posizioni ambigue dei partiti (e dei personaggi) che sostengono la sua candidatura”.

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Aprilia senz’acqua anche oggi dalle 11,30

Anche oggi Aprilia sarà all’asciutto.

La nota del Comune di Aprilia:

Si avvisa la cittadinanza che, a causa di una rottura della condotta idrica principale, la Società Acqualatina Spa ha disposto l’interruzione del servizio idrico su tutto il territorio comunale dalle ore 11.30 e per le successive tre ore di oggi, martedì 12 giugno 2018, per il tempo necessario alla riparazione.

 

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Aprilia, Giusfredi lancia un appello per la gestione dell’acqua, “bene comune”

Acqua tra disservizi e gestioni fintamente pubbliche: serve un vero provvedimento per ridare al pubblico la gestione del servizio idrico. Il candidato sindaco Giorgio Giusfredi lancia un appello al nuovo governo perché approvi una legge quadro che tenga finalmente conto dell’esito del referendum istituzionale del 2011: acqua come “bene comune”. Lo fa con la consapevolezza della serietà e della credibilità di una coalizione che ha indicato tra i punti fondamentali del programma, il ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico. “Il nuovo governo deve assolutamente intervenire con una legge in merito nel rispetto dell’esito referendario e dare delle indicazioni stringenti alle Regioni –continua Giusfredi- che in questi anni, dopo il 2011, hanno approvato provvedimenti diversi e spesso contrastanti non sempre in linea con le volontà espresse nel referendum istituzionale. L’appello al governo nasce dalla forte volontà mia e di tutta la nostra coalizione di rispettare e applicare quanto i cittadini hanno espresso nel referendum plebiscitario sull’acqua. Quindi tutti gli organi competenti devono adeguarsi alla volontà popolare senza più balzelli di facciata e attuare i provvedimenti per loro competenza”. Il candidato sindaco ribadisce il concetto di acqua come bene comune che è un impegno programmatico di tutta la coalizione. “Non è possibile lasciare una città senz’acqua per due giorni. –continua Giusfredi- In tutti questi anni i cittadini hanno subito molti disservizi mentre l’Ato4 non fa investimenti sulla città. Cito tra i tanti esempi, quello per me più grave: nelle more dei finanziamenti della legge regionale 6/2007, l’Ato4 non ha stanziato neppure il 15%, ossia la quota parte prevista per i progetti finanziati per il risanamento igienico-sanitario delle periferie, come stabilito nell’accordo quadro tra Regione Lazio, Comune di Aprilia, Ato4 e coordinamento dei consorzi e delle borgate. Questo ha fatto venire meno le già poche risorse economiche disponibili. Dobbiamo aggiungere ai disservizi noti, la chiusura dello sportello per il pubblico di Acqualatina che è stato trasferito ad Anzio con gravi disagi per l’utenza apriliana e la carenza e inadeguatezza degli impianti idrici che soffrono di perdite quotidiane. Impianti sui quali Acqualatina ha sempre e solo provveduto con interventi in ritardo e grossolane manutenzioni, confermando la regola della perdita di oltre il 60% di acqua potabile”. Al presente scenario si affianca, secondo Giusfredi, una politica amministrativa locale che in questi anni di governo è stata assente. “Sulla battaglia per ritornare alla gestione pubblica dell’acqua –afferma Giusfredi- l’amministrazione Terra a parole si è sempre dichiarata a favore ma nella pratica non ha fatto assolutamente nulla, condividendo di volta in volta quello che la conferenza dei sindaci proponeva spesso a vantaggio del sud della provincia di Latina”.

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Pomezia, bollette dell’acqua da capogiro: il Comune sapeva degli aumenti tariffari

Il caso delle bollette dell’acqua – da capogiro – a Pomezia sta facendo discutere un’intera città da inizio anno ma ora emergono nuovi dettagli circa gli aumenti tariffari, arrivati fino al 60%, che hanno colpito loro malgrado gli utenti. 

In ballo c’è sempre l’ormai noto passaggio tra società nella gestione dell’acqua a partire dal 15 dicembre 2016 scorso, data in cui il Consiglio comunale di Pomezia ha deliberato l’atto di indirizzo per il trasferimento della gestione della rete idrica del Comune di Pomezia da Edison Distribuzione ad Acea Ato2, passaggio reso poi esecutivo dal 31 dicembre 2016.

 

Le sorprese in bolletta hanno però scatenato numerose rimostranze e c’è chi le ha accolte, facendo di questo una vera e propria battaglia a difesa dei consumatori; è questo il caso ad esempio del pool di avvocati Francesco Falco, Daniele Autieri e Barbara Centoducati che chiede di far luce sul servizio gestito da ACEA ATO2 S.p.A in qualità di Gestore del SII (SISTEMA IDRICO INTEGRATO). 

Ed è proprio dai tre avvocati che stamani, attraverso le pagine di Latina Oggi, arriva un’indiscrezione che sicuramente non farà piacere ai cittadini di Pomezia: il Comune era stato avvisato che ci sarebbero stati degli aumenti. Peccato però che, poi, nessuno abbia provveduto o si sia degnato di avvisare gli utenti. 

Se è vero cioè “che la Tariffa Unica del Servizio Idrico Integrato non è stabilita dal Comune di Pomezia, bensì da ARERA-Autorità di regolazione per energia e reti e ambiente (ex AEEGSI) [https://www.autorita.energia.it/it/index.htm] e applicata da Acea Ato2. La stessa tariffa – obbligatoria per legge – sarebbe stata applicata anche da Edison” – come si affrettava a spiegare Piazza Indipendenza dopo la deflagrazione del caso – dall’altro non si capisce perché i cittadini non sono stati avvisati. 

Tutto nasce, secondo gli avvocati Autieri, Falco e Centoducati, da una lettera – che il quotidiano pontino allega al pezzo – inviata dal responsabile della Segreteria tecnico-operativa dell’Ato 2 al Presidente di Acea Ato 2 e all’allora Sindaco di Pomezia Fabio Fucci nonché ad un dirigente comunale proprio al fine di rendere noto l’aumento tariffario. 

“Dal confronto della tariffa attualmente in vigore per gli utenti di Pomezia – si legge – con quella in vigore nell’Ato 2 è emerso che, a seguito del trasferimento della gestione ad Acea Ato 2, la spesa media per le famiglie (scontata del 10% nel 2017, ndr) del Comune di Pomezia verrebbe a subire un aumento di circa il 60%” 

Insomma non proprio una variazione irrisoria e sulla quale insorgono i tre avvocati (che, ricordiamo, contestano comunque le modalità di applicazione delle nuove tariffe): “Perché se il Comune sapeva non ha provveduto ad informare i cittadini?” 

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