Aprilia Civica: anche attraverso la memoria della guerra costruiamo un’identità comunitaria per la Città

 

 

Si è svolta nella mattinata di ieri, 28 maggio, la commemorazione della Battaglia di Aprilia, che – come ogni anno – chiude gli eventi per la memoria dello Sbarco Alleato di Anzio. L’evento, fortemente voluto cinque anni fa dal Sindaco Antonio Terra e dall’Amministrazione sostenuta dalla coalizione Aprilia Civica, si è tenuto presso il piazzale della Stazione di Campoleone, dove in questi anni è stato realizzato anche un monumento commemorativo.

Presenti, oltre alle autorità civili, militari e religiose, le associazioni di combattenti, i comitati cittadini e alcune associazioni di volontariato, oltre ai ragazzi della Scuola di Campoleone. La presenza degli alunni è stata sottolineata dal primo cittadino di Aprilia, che ha ringraziato i presenti e ricordato i tanti giovani caduti per difendere la libertà, vittime della guerra e dell’odio tra le Nazioni europee.

Proprio facendo riferimento alla violenza, il Sindaco Terra ha invitato i ragazzi della scuola a “dire no alla prepotenza e alla prevaricazione, anche tra di voi, a scuola e con gli amici. Attraverso i vostri “no” decisi ai piccoli gesti di violenza quotidiana, sono certo che sapremo costruire, tutti insieme, una Città migliore”.

La giornata del 28 maggio, istituita cinque anni fa per ricordare il sacrificio dei Caduti per la Liberazione, la Pace e la Democrazia in Italia, fa parte delle celebrazioni annuali per lo Sbarco Alleato, che comprende anche le date del 19 gennaio e del 18 febbraio. In questi anni, l’Amministrazione Terra ha realizzato anche diverse opere nei luoghi che hanno segnato il passaggio degli eserciti Alleati verso la Liberazione di Roma. Ne sono un esempio non soltanto il sito dove si è svolta la commemorazione di ieri, ma anche il monumento il Graffio della Vita di Campo di Carne a quelli dedicati al Tenente Fletcher Waters e ai Caduti dello Sbarco senza sepoltura, in Via dei Pontoni e nel comprensorio studentesco di Via Carroceto.

Le giornate commemorative istituite e i diversi monumenti inaugurati hanno permesso alla Città di Aprilia di essere inserita nel Circuito della Memoria dello Sbarco del 22 gennaio insieme ai Comuni di Anzio e Nettuno, e poi di Lanuvio.

Per valorizzare i percorsi storici che uniscono i luoghi del Circuito della Memoria, nel corso dell’ultimo anno – grazie ad un contributo della Regione Lazio – sono stati installati anche pannelli illustrativi, collegati ad un’apposita app, nell’intero territorio interessato dai combattimenti all’indomani dello Sbarco.

Fare memoria – spiega il Sindaco di Aprilia, Antonio Terra – non significa soltanto ritrovarsi per alcune cerimonie commemorative come quella di ieri, ma soprattutto rafforzare le nostre radici comunitarie, capire da dove veniamo non solo e non tanto come singoli, ma come cittadini di Aprilia”.

A conclusione del suo discorso ai convenuti, Antonio Terra ieri ha voluto ricordare anche l’operosità degli apriliani, che di fronte alla distruzione della guerra seppero “rimboccarsi le maniche” e ricostruire la Città. “Lo fecero come comunità, insieme, nonostante Aprilia fosse stata fondata solo qualche anno prima. Credo che questo sia un prezioso insegnamento che, con orgoglio, possiamo rivendicare e offrire al Paese intero, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Di fronte alle molteplici crisi, piccole e grandi, che ancora affliggono l’Italia, l’Europa e il mondo intero, abbiamo il dovere di fare esattamente come i nostri padri: rimboccarci le maniche, riscoprirci comunità e guardare con speranza e slancio al futuro che abbiamo di fronte”.

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L’associazione Un ricordo per la pace: “28 maggio, giornata del ricordo della battaglia di Aprilia”

 

“Un ricordo per la pace” : “Che sia momento di riflessione sul valore della democrazia e della pace”

Sono trascorsi 5 anni dall’istituzionalizzazione della data scelta a ricordo degli aspri combattimenti ad Aprilia nel 1944, a seguito dello sbarco alleato sul litorale di Anzio e Nettuno.

Aprilia per 4 mesi cruento teatro di battaglia tra l’esercito anglo-americano e quello tedesco nel cammino verso la liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno 1944.

I combattimenti ad Aprilia ebbero termine nei giorni intorno al 28 maggio 1944, data in cui si completò la Liberazione dell’Agro Pontino.

La giornata del ricordo “28 Maggio 1944 : la Battaglia di Aprilia” in memoria dei caduti è stata istituita con Deliberazione del Consiglio Comunale n°3 del 31.01.2013 .

Fu l’Associazione “Un ricordo per la Pace” promotrice dell’iniziativa nel maggio 2012 con l’adesione delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma di Aprilia ed altre Associazioni locali, tra cui la Croce Rossa Italiana.

La richiesta sottoposta al Comune di Aprilia a firma delle Associazioni si avvaleva delle seguenti motivazioni:

A seguito dello Sbarco degli alleati ad Anzio il 22 gennaio 1944 la nostra Città divenne per 4 mesi cruento teatro di battaglia tra l’esercito anglo-americano e quello tedesco nel cammino verso la liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno 1944;

immani furono le sofferenze che dovette subire la popolazione del territorio costretta ad abbandonare le proprie abitazioni e ad affrontare, a guerra finita, la gravosa opera della ricostruzione;

nel ricordo di tutte le vittime militari e civili del conflitto, dell’eroica opera di bonifica dei terreni da mine ed ordigni effettuata a costo della propria vita dagli “sminatori” di Aprilia.

Motivazioni queste del conferimento ad Aprilia in data 8 febbraio 2001 della Medaglia di bronzo al merito civile”.

Elisa Bonacini presidente di “Un ricordo per la pace” : “La nostra associazione si sta impegnando da tanti anni per valorizzare la storia di Aprilia e le sue sofferenze nel periodo di guerra.

Aprilia, rasa al suolo a soli 7 anni “dove tutto ancora odorava di calce e di nuovo”. Il suo nome ben poco compare nei libri di storia, eppure Aprilia non era solo “The factory” , nomignolo assegnatole dagli americani per la singolare configurazione dal punto di vista aereo. Aprilia era molto di più, era la speranza dei pionieri fondatori, dei coloni dei poderi ONC, di tutti coloro che avevano visto nel territorio bonificato una terra fertile dove vivere in prosperità anche se con tanto lavoro.

Poco è rimasto a memoria del passato, solo il San Michele ferito è rimasto nella sua interezza a monito di un passato drammatico che mai più deve riproporsi.

Che questa giornata, oltre le rievocazioni e le cerimonie commemorative, sia davvero momento di riflessione sul valore della democrazia, della pace e della cultura che, non dimentichiamolo, della pace è sempre promotrice.”

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