Caso Uliveto, pubblicità copre atlete di colore: è polemica

Scoppia la polemica su una pubblicità dell’Uliveto, marca d’acqua tra le più famose in Italia. In un quotidiano è infatti apparsa una pagina in cui l’azienda ringrazia la Nazionale femminile di pallavolo, che ha vinto l’argento al Mondiale. Il caso è nato perché la bottiglia d’acqua copre proprio due atlete di colore, Paola Egonu e Miriam Sylla.

Razzismo o errore?

Sui social in molti hanno denunciato la pubblicità come un caso di razzismo. Secondo i più critici, la bottiglia sarebbe stata messa in quella posizione di proposito, quasi ad assecondare le assurde richieste di nazionali tutte “bianche”. Secondo altri, invece, si tratta solo di un errore, dovuto alla fretta con cui i responsabili della pubblicità hanno realizzato la pagina di ringraziamento. Questa spiegazione è effettivamente la più plausibile. Sarebbe molto strano che un’azienda importante come la Uliveto, con un brand che supera i confini nazionali, adotti una linea così sfacciatamente razzista. La polemica è stata commentata, tra gli altri, da Luana Zanella, coordinatrice dell’esecutivo dei Verdi. “Una società che investe milioni di euro in pubblicità non può trascurare che viviamo in una società multietnica, e la scusa della foto passata di fretta dalla Federazione ci sembra inaccettabile. Questo vuol dire che chi gestisce la comunicazione del brand Uliveto è così superficiale da non accorgersi che sarebbe stato visto come un gesto razzista?”.

La risposta dell’Uliveto

L’azienda ha risposto alle critiche con un post su Facebook. “Uliveto ha seguito con entusiasmo l’avventura di tutte le nostre atlete pallavoliste, tutte senza alcuna distinzione. Nessuna forma di discriminazione ci appartiene e la vicinanza alla squadra e alle sue componenti è dimostrata dalle tante foto pubblicate sui social. Contrastiamo pertanto fermamente qualsiasi insinuazione circa un atteggiamento diverso nei confronti di giocatrici che per noi hanno tutte lo stesso grande merito: quello di aver composto una fantastica squadra!”. Con questa risposta Uliveto sembra spegnere le polemiche. In effetti, in altre pubblicità apparse nei giorni scorsi le atlete ci sono tutte. Sarà il caso di fare più attenzione, in un’era in cui qualsiasi passo falso è amplificato a dismisura dai social network.

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Acilia, ricordo degli agenti Straullu e Di Roma 37 anni dopo l’omicidio

Si è tenuta oggi ad Acilia la cerimonia in ricordo degli agenti di Polizia Francesco Straullu e Ciriaco Di Roma. I due sono stati uccisi 37 anni fa in un attentato a opera dei NAR, terroristi di estrema destra attivi negli anni ’70.

L’attentato il 21 ottobre 1981

La commemorazione si è tenuta sul luogo del massacro, avvenuto il 21 ottobre 1981 sulla via Ostiense, all’altezza di Ponte Ladrone. Il Questore di Roma, Guido Marino, ha deposto un omaggio floreale a nome del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, sulla lapide. Alla cerimonia hanno partecipato le Autorità Civili e Militari, insieme con i familiari ed i colleghi delle vittime. Il Capitano Francesco Straullu fu ucciso insieme al suo autista Ciriaco Di Roma mentre percorreva l’Ostiense. Autori della strage furono quattro membri dei Nuclei Armati Rivoluzionari, un’organizzazione terroristica neofascista. Saullu era accusato dagli estremisti di torture e prepotenze sugli arrestati. La mattina del 21 ottobre un commando armato gli tese un agguato con mitra e fucili d’assalto, investendo di proiettili l’auto su cui viaggiava insieme all’agente Di Roma. I due morirono sul colpo, mentre l’attentato fu rivendicato poco dopo dai NAR: gli esecutori furono poi condannati all’ergastolo. Dopo la morte Straullu, che aveva lavorato per sgominare i gruppi terroristici neofascisti, fu onorato con la medaglia d’oro al merito civile.

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Vaccini, nuova giravolta del Governo: tolto l’obbligo

Nuova giravolta del Governo sul tema vaccini. L’esecutivo ha infatti deciso di togliere l’obbligo vaccinale, consentendo l’ingresso a scuola anche per chi non avrà certificato l’immunizzazione.

La richiesta della fiducia

La scelta arriva a meno di una settimana di distanza dall’emendamento al Milleproroghe, a firma dei deputati del Movimento 5 Stelle, che riportava in pieno vigore il decreto Lorenzin. Il modo in cui il Governo ha fatto dietrofront è piuttosto singolare. L’esecutivo ha infatti scelto di chiedere la fiducia sul decreto Milleproroghe, facendo però calendarizzare dalla Camera una richiesta fatta il 24 luglio. Questo vuol dire che tutti gli emendamenti approvati nelle ultime settimane, e che stavano portando all’approvazione definitiva in aula, vengono cancellati. Il testo su cui il Parlamento si trova a votare dovrebbe essere ora quello approvato dal Senato ad agosto, anche se l’opposizione fa rilevare la possibile illegittimità della richiesta con queste tempistiche. Stranezza nelle stranezze, infatti, la richiesta del voto di fiducia era stata firmata addirittura prima della pubblicazione del decreto. Un modus operandi inusuale, se non inedito, che blocca ogni possibile modifica.

Vaccini: si cambia di nuovo

Per quanto riguarda il tema vaccini, la norma torna quindi quella molto discussa che era stata inserita nella prima versione del Milleproroghe. Rimosso l’obbligo di certificare di aver vaccinato i figli, i genitori potranno mandare a scuola anche i bambini non immunizzati. Appena una settimana fa, la maggioranza aveva dato il via libera al ripristino dell’obbligo. I bambini tra i 0 e i 6 anni non sarebbero potuti entrare in classe senza essere stati vaccinati. Slitta così di un anno l’applicazione del decreto Lorenzin. La decisione del Governo, che ha cambiato idea 3 volte in un mese e mezzo, manderà su tutte le furie le opposizioni e gli scienziati, che avevano brindato al primo dietrofront. Vittoria invece per i no vax, che si erano scatenati sui social dichiarandosi traditi da quello che credevano un governo amico.

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Roma, in arrivo il ticket per entrare in centro con l’auto

Rivoluzione nella mobilità di Roma, dove è in arrivo il ticket per entrare in centro con auto e moto. Ad annunciare la svolta è l’Assessora alla Mobilità Linda Meleo, che ha presentato alla radio i primi dettagli sulla proposta dell’Ecopass.

Ticket nell’Anello Ferroviario

La proposta, che arriva oggi in Assemblea Capitolina, punta a superare il sistema attuale delle ZTL, sulla scia di quanto fatto negli scorsi anni a Milano. Secondo i primi dettagli emersi, chi vorrà entrare in auto o in moto nel Centro dovrà pagare un ticket di 2 euro. L’area interessata sarebbe quella dell’Anello Ferroviario, molto estesa e più grande delle attuali Zone a Traffico Limitato, sistema che per via dei numerosi pass concessi risulta poco efficace nella diminuzione del traffico. Far mettere mano al portafogli potrebbe essere la strategia adatta per far disabituare all’uso della macchina una delle città più motorizzate d’Italia. Dall’Ecopass non dovrebbero essere esentati neanche i residenti, che godrebbero solo di un pacchetto limitato di ingressi gratuiti. Il progetto partirà dapprima in via sperimentale solo in alcune fasce orarie, per poi diventare definitivo entro il 2020. L’Assessore Enrico Stefano ha aggiunto che sarà previsto un sistema di esenzioni, volto a favorire il car sharing privato – ad esempio non pagheranno le auto con più di 3 passeggeri. Nelle intenzioni dell’amministrazione, gli incassi dei ticket ricadrebbero a pioggia sul trasporto pubblico.

Le reazioni contrarie

Subito dopo la notizia, si sono scatenate le reazioni di chi è contrario all’Ecopass. Le opposizioni hanno bollato il progetto come un’altra tassa sulle spalle dei romani. “Questa proposta di delibera ancora una volta va contro la sopravvivenza delle attività commerciali che sono posizionate all’interno dell’area a traffico limitato”, dichiara il capogruppo di FI Davide Bordoni. “E’ un provvedimento da evitare assolutamente che penalizza ulteriormente il nostro comparto produttivo e commerciale”. Il Partito Democratico ha invece sottolineato come la misura a Milano funzioni perché c’è un sistema di trasporti pubblici efficiente, mentre a Roma “gli autobus prendono fuoco e non passano mai”. In prima linea contro l’Ecopass ci sono poi i commercianti del centro, che sostengono che disincentivare l’ingresso in macchina faccia calare gli ingressi tout court. La maggioranza si difende, sostenendo che il trasporto pubblico a Roma funziona male anche per il traffico creato dalla mobilità privata. La questione è destinata a suscitare polemiche a lungo. Se il progetto andrà avanti, e se funzionerà, sarà una vera rivoluzione per Roma.

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Roma, anziana sventa truffa del finto avvocato e chiama i Carabinieri

Un’anziana è riuscita a sventare la truffa del finto avvocato e a chiamare i Carabinieri, facendo saltare il piano dei malviventi. La donna, 78 anni e residente nel quartiere romano di Monteverde, ha fatto così uso dei preziosi consigli dati dalle forze dell’ordine agli anziani soli.

La truffa smascherata

I due truffatori hanno chiamato la donna al telefono, dicendo di essere un avvocato e un Carabiniere. I malviventi hanno chiesto alla donna 4800 euro, come “cauzione” per non far andare in carcere il figlio, trovato senza patente e assicurazione dopo un incidente. La signora si è però insospettita, e dopo aver agganciato ha chiamato il figlio, che le ha detto di stare bene e di non aver avuto alcun incidente. Così la seconda chiamata è stata ai Carabinieri della Stazione Monteverde Nuovo, che hanno rassicurato l’anziana intervenendo e complimentandosi per aver smascherato la truffa. I Carabinieri consigliano a tutti i cittadini di diffidare da chi, qualificandosi come appartenente alle Forze dell’Ordine, chieda denaro per evitare sanzioni o denunce. Tale procedura non è prevista per alcun tipo di illecito, e invitano, in caso si abbia qualsiasi dubbio, a non far entrare in casa nessuno e chiamare il 112.

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Pontina e non solo: autovelox a raffica ad agosto

Autovelox a raffica nel mese di agosto, sulla Pontina e su tante altre strade del Lazio. La Polizia Stradale sarà impegnata a contrastare l’alta velocità, per garantire la sicurezza di cittadini e turisti.

Nel dettaglio, la SR 148 Pontina sarà oggetto di controlli l’8, 9 e 10 agosto, anche in previsione dell’afflusso di veicoli diretto alle spiagge del basso Lazio. Controlli anche sulla SS 1 Aurelia (6 e 9 agosto), sull’A 24 Roma-L’Aquila, sulla SS 4 Salaria (12 agosto) e sull’A1 Diramazione Sud (9 agosto). Per completezza, riportiamo il calendario completo dei controlli.

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Provincia di Latina verso la chiusura di molti centri di primo soccorso?

Riceviamo un comunicato stampa da parte del comitato Territorio Attivisti Movimento (TAM). Il comitato commenta le voci secondo cui nella Provincia di Latina verranno chiusi diversi centri di primo soccorso.

Chiusura a Cori, Sezze, Cisterna, Fondi e Sabaudia

“Negli ultimi giorni si sta paventando la chiusura dei centri di primo soccorso che interesseranno i comuni di Cori, Sezze, Cisterna, Fondi e Sabaudia (pronto soccorso estivo). Questa operazione, visto il contesto locale pontino, andrebbe rivista: non solo non andrebbero chiusi, ma potenziati. L’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è allo stremo, e questo è sotto gli occhi di tutti i cittadini che quotidianamente hanno difficoltà di accesso e si trovano in condizioni esasperanti presso il pronto soccorso. Questo avviene a causa dell’aumento delle utenze che vi si sono riversate dopo la chiusura degli ospedali di zona, che non avendo più il loro presidio ospedaliero di zona sono indirizzate verso il principale di Latina. Questo aumento di utenze non è stato supportato però da un aumento di personale e risorse, trascinando così l’ospedale S.M. Goretti in una situazione da terzo mondo più volte denunciato sia dalla cittadinanza sia dalla politica”.

Perché si chiudono i punti di primo soccorso? 

“La strategia del riordino dell’assistenza primaria votata dalla conferenza dei sindaci nel 2016, capitanata dall’attuale sindaco di Latina Damiano Coletta, prevedeva per la razionalizzazione della spesa, tra i diversi punti, anche la chiusura dei punti di primo soccorso. I punti di primo soccorso sono di strategica importanza per i cittadini perché se ben potenziati possono servire da filtro per le utenze ed evitare così che i cittadini dei vari comuni debbano arrivare fino a Latina ed impegnare il pronto soccorso con dei codici di intervento risolvibili all’interno degli stessi. Occorre investire nella promozione e nel potenziamento degli stessi, per evitare il congestionamento continuo di Latina e garantire una risposta sociale alle popolazioni di questi comuni. 
Non si risparmia sulla salute, il bilancio sanitario della provincia vede tra le componenti più grandi di costo gli affitti degli immobili ed i rimborsi che la ASL di Latina deve alle altre ASL per le prestazioni che vengono fornite ai nostri cittadini che, esasperati per un servizio di bassa qualità, vanno ad usufruire fuori provincia o addirittura fuori regione”.

Il ruolo del Comune di Latina

“Il Comune di Latina tace su questa situazione, ma alcuni comuni come Rocca Massima hanno avuto il coraggio di portare in consiglio comunale all’ordine del giorno l’importanza dei punto di primo soccorso di riferimento, un situazione si auspichi faccia anche il comune di Latina che dovrebbe tornare sulle proprie posizioni espresse in conferenza dei sindaci nella votazione dell’atto aziendale, ma si è sempre in tempo nel correggere degli errori perché la chiusura di questi punti di primo soccorso, oltre a fornire dei disservizi alla cittadinanza di questi comuni, porterà ad un ulteriore imbottigliamento dell’ospedale del Comune di Latina.
Rivedere le spese risparmiando sugli affitti utilizzando le strutture già in carico all’ente ed inutilizzate ad oggi e sollecitare gli altri comuni a esternare con atti ufficiali l’importanza locale dei punti di primo soccorso, in particolar modo il Comune di Latina che riveste il ruolo di Capoluogo di Provincia e maggior beneficiario del lavoro di filtro che viene effettuato da questi punti di primo soccorso perché la sanità non ha colore politico o colore di civismo”.

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Fiumicino, inaugurato il nuovo Centro Antiviolenza a Maccarese

Si è tenuta stamattina l’inaugurazione del nuovo Centro Antiviolenza di Fiumicino, nella Casa della Partecipazione a Maccarese. All’evento hanno partecipato il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, Oria Gargano, presidente della cooperativa BeFree, il vicesindaco Ezio Di Genesio Pagliuca, gli assessori Paolo Calicchio, Anna Maria Anselmi, Roberto Cini, i consiglieri comunali Paola Meloni, Stefano Calcaterra e Fabio Zorzi.

Le dichiarazioni dei presenti

Il centro sarà un punto di accoglienza e di ascolto per le donne che non sono felici, gestito dalla cooperativa BeFree. Avranno infatti a disposizione un servizio dedicato a chi abbia subito violenza e ai loro figli minori, pronto a sostenerle nel caso intendano interrompere una relazione che le fa stare male o comunque affrontare e risolvere una situazione in cui i loro diritti umani non vengano rispettati. “A Roma centri come questo chiudono – spiega il sindaco Montino – noi invece li apriamo. Si tratta di una prima soluzione, che arriva dopo le decisioni prese con Assessorato ai servizi sociali e la giunta nella passata consiliatura e grazie all’occasione fornita da un bando regionale. Il Comune di Fiumicino potrà dunque contare su risorse regionali pari a oltre 60mila euro, a cui va ad aggiungersi un cofinanziamento comunale di ulteriori 20mila euro. Ringrazio gli uffici dell’Assessorato per il lavoro svolto e per aver incalzato affinchè si arrivasse a questo bel risultato”. “Questo luogo – aggiunge l’assessore alla Politiche scolastiche e giovanili Calicchio – è un posto dove le donne possono ricominciare un progetto di vita che le porti alla felicità. Già da anni ci stavamo preoccupando di trovare un luogo di accoglienza e di rigenerazione delle donne che hanno sofferto per reinserirle pienamente nel circolo della vita. Sono fiero di aver contribuito a rendere concreto questo progetto, che ora sarà seguito dalla mia collega Anselmi”. “È il primo atto ufficiale – afferma l’assessore Anselmi – del mio nuovo incarico quale assessore ai Servizi sociali e alle Pari opportunità. È un progetto di cui vado orgogliosa come assessore, come donna e come avvocato. Mancava a Fiumicino un luogo come questo, discreto, dove la donna potesse sentirsi protetta e ben accolta. Ascoltata. Adesso c’è”. “La nostra cooperativa ha progettato questo centro rispondendo a un bando regionale – conclude Oria Gargano, presidente della cooperativa BeFree -. L’invito è alle donne che non si sentono felici di prendere coraggio e cercare di migliorare le proprie vite, noi siamo a loro disposizione”.

Le informazioni utili

Il Centro antiviolenza sarà aperto dal lunedì al venerdì. È un punto di riferimento per richieste che spaziano dall’ascolto, al sostegno, ai colloqui, ai gruppi, alle informazioni e alla richiesta di ospitalità. È collegato alla linea telefonica nazionale antiviolenza 1522 attiva H24. Effettua colloqui telefonici, colloqui personali, informazioni legali ed eventuale attivazione della rete territoriale di sostegno e relativi accompagnamenti, attivazione delle procedure per ospitalità in emergenza e protezione. Il colloquio con l’operatrice non è uno spazio dove vengono forniti consigli standard, ma un luogo di confronto dove ogni donna ha la possibilità di svolgere un esame realistico delle possibilità concrete di realizzazione dei propri obiettivi e di protezione dalla violenza. Il servizio viene attivato esclusivamente per le donne che richiedono espressamente aiuto, informazione e protezione. Si rivolge alle donne maggiorenni, italiane e straniere, ai bambini e alle bambine che hanno subito violenze e abusi, o che hanno assistito a violenze contro la propria madre anche non residenti nel comune di Fiumicino.

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FOTO DEL GIORNO: Pomezia, le condizioni del parcheggio del vecchio McDonald’s

Nella foto del giorno di oggi abbiamo una vista dall’alto delle condizioni del parcheggio del vecchio McDonald’s, in via del Mare. A ridosso del centro di Pomezia c’è un’area abbandonata, piena di rifiuti di ogni tipo. Lo spazio è costeggiato da una via molto trafficata, e costituisce quindi un biglietto da visita poco invidiabile. Ci auguriamo che nel parcheggio vengano presto ripristinate le condizioni sufficienti di igiene e di decoro.

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Ardea, sindacati Polizia Locale: “assessore non ci ha convocati”

I sindacati della Polizia Locale di Ardea rispondono in una nota all’assessore Domenico Vozza, che ieri aveva annunciato un incontro con loro. “E’ francamente imbarazzante aver appreso per mezzo di un comunicato stampa che lunedì 16 luglio 2018 l’Assessore Vozza incontrerà le organizzazioni sindacali presenti nel Comune ardeatino in totale assenza di specifica convocazione, in quanto mai pervenuta alle segreterie delle scriventi”.

Il comunicato delle organizzazioni sindacali

“Pertanto riteniamo stigmatizzare il comportamento dell’Assessore, che ha comunicato notizie al momento infondate, che riteniamo utili solo per ampliare ruolo e visibilità di chi da diversi mesi è latitante rispetto ad ogni confronto e discussione proprio su quelle stesse tematiche che oggi afferma andare verso la normalità. Ricordiamo all’Assessore che normale non è lavorare in carenza di mezzi e strumenti a tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro; normale non è che un Comandante imponga lavoro straordinario attraverso ordini di servizio per  attività  prevedibili e non eccezionali pagando con i soldi dei cittadini le ore di lavoro in tal senso imposto ai dipendenti spendendo così risorse utilizzabili per servizi di ben altra natura e necessità; normale non è lavorare in un Comando che a distanza di due anni ancora non ha visto adeguare il suo regolamento di P.L a quello regionale,  come  imposto dalla normativa vigente; normale non è lavorare in un Ente che non cura il benessere lavorativo dei suoi dipendenti, li ha penalizzati rispetto a tutti gli altri della stessa categoria, per i continui ritardi dei pagamenti registrabili per ogni emolumento maturato nonché dalla mancata corresponsione dei recenti aumenti contrattuali derivanti dal rnuovo Contratto Nazionale  avvenuto dopo ben nove anni di blocco totale in tal senso. Normale non è parlare di “messa a punto” del servizio di Polizia Locale e di incontri già programmati in agenda seppure questi ultimi inesistenti creando ulteriori distanze  da ogni realistico confronto e discussione in merito. Cogliamo pertanto il comunicato dell’Assessore alla Polizia Locale come una comunicazione diretta, a nostro parere, a tranquillizzare l’opinione pubblica che non risolverà certo i problemi della Polizia Locale del Comune di Ardea e soprattutto i servizi offerti ai cittadini, in quanto i dipendenti quotidianamente affrontano le molteplici  problematiche presenti con forte spirito di servizio e abnegazione, confermando però il forte risentimento nei confronti di un’Amministrazione che ad oggi non li valorizza ma li penalizza”. Il comunicato è firmato da Mauro Navarra (FP CGIL), Giancarlo Cosentino (CISL FP), Rita Longobardi (UIL FPL) e Michele Gregis (CSA RAL).

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