Calcio, derby al T. Nuova Florida e Pomezia corsara sull’Insieme Ausonia

DERBY – ll Team Nuova Florida vince il derby del Girone A contro la quadrata Uni Pomezia. Il primo tempo è tutto sommato equilibrato con le due squadre che si equivalgono La gara si sblocca al 20′ della ripresa con l’ autogol di Casciotti che, nel tentativo di spazzare il traversone di un Piro in grande forma, ha invece indirizzato nella propria porta. L’Uni Pomezia ha poi spinto costantemente sull’acceleratore ed ha sfiorato il pareggio con la punizione di Spinola, la quale è stata respinta da Giordani. Negli ultimi minuti di gioco la retroguardia ardeatina ha retto e il match si è chiuso sull’1-0. La classifica cambia drasticamente ed ora vede l’Uni Pomezia quarta a 7 punti mentre il Nuova Florida balza in terza posizione a 8 punti, a soli 4 punti di distanza dalla vetta.

QUI POMEZIA CALCIO – Due gol nei primi dodici minuti di gioco decidono la sfida del Comunale. La squadra di patron Bizzaglia supera 2-1 l’Insieme Ausonia, aggiudicandosi una gara che sulla carta poteva rilevarsi insidiosa. Lo Pinto e Laghigna indirizzano la sfida nei binari giusti ad inizio gara, così da agevolare il controllo della partita della squadra di mister Gagliarducci. Solo Gioia fa illudere l’Insieme Ausonia, segnando una rete a ridosso di fine primo tempo, tuttavia si rivelerà inutile ai fini del risultato. Ora la classifica vede il Pomezia di Bizzaglia secondo a ben 9 punti, distante solo una lunghezza dal Lavinio Campoverde.

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Calcio, Uni Pomezia e Pomezia non deludono: ok il Nuova Florida

ECCELLENZA GIRONE A – L’Uni Pomezia, dopo aver pareggiato a reti bianche contro lo Sporting Genzano, piega tra le mura amiche l’Eretum dell’ex mister crimsino Claudio Solimina. I ragazzi di Valle vanno in svantaggio ma riescono a ribaltare le sorti del match grazie alle meravigliose reti di Roberto Delgado e Lio Spinola per il definitivo 2-1. L’Uni Pomezia si trova ora seconda in classifica a 7 punti, dopo appena tre giornate di campionato, dietro solo all’Astrea che risiede a 9 punti.

 

ECCELLENZA GIRONE B – Il Pomezia Calcio reduce dalla vittoria interna col Latina S. Sermoneta per 2-0, piega con lo stesso risultato l’Arce, questa volta a segno vanno Ruggiero e bomber Laghigna. In settimana si attende la sentenza del Giudice Sportivo riguardo il ricorso presentato dal Latina S. Sermoneta. Attualmente la società di patron Bizzaglia è quinta con all’attivo 6 punti a 3 punti dal Lavinio Campoverde primo ed a punteggio pieno che risiede a 9 punti.

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Fabio Sakara, quando una semplice camminata può salvare la vita e forse l’umanità..

Siamo abituati a pensare alla nostra cittadina come una piazza sociale ostile, abbiamo instillato questo luogo comune che Pomezia sia composta da persone superficiali e materiali: bisogna sradicare questa visione, la nostra città è piena zeppa di personalità che potrebbe invidiarci il mondo intero. La storia che vogliamo raccontare è quella di Fabio Sakara, un semplice ragazzo che ha deciso di “semplicemente” di camminare. Avete capito bene, camminare…Fabio si fa i kilometri per sensibilizzare o semplicemente per condividere la propria giornata con chi altrimenti sarebbe in solitudine. Ma facciamo un passo indietro.

Comincia tutto il 25 Luglio 2018 quando Fabio s’incammina, siccome quel giorno era privo di auto, per andare al mare a Torvaianica. Fino a qui nulla di strano, a chi non è capitato? Al suo arrivo Fabio non trova Stefano, un suo caro amico che proprio quel giorno era stato ricoverato al Sant’Anna. Fabio decide dare forza al suo amico camminando per 20 giorni consecutivi (tempo del ricovero), dal bivio di Pomezia fino a questo stabilimento, partendo a mezzogiorno! E’ l’inizio del trionfo del bene che di questi tempi si sta dissolvendo lasciando spazio all’era materialistica. 

Fu così che Fabio, intuisce la potenzialità della “camminata” e su stimolo del suo allenatore di crossfit Gianluca, organizza il 12 agosto una manifestazione in cui poteva prendere parte chiunque che prevedeva la classica camminata Pomezia – Torvaianica partendo dal bivio (davanti il McDonald di Pomezia). Fabio s’aspettava una ventina di persone, invece si presentano in circa una settantina per condividere birra e acqua. Alla camminata avrebbe voluto partecipare anche Angela, colpita da un tumore, ma i cicli di chemio le hanno impedito di essere con Fabio e tutti gli altri.

Il mitico Sakara, pensa così di fare una sorpresa ad Angela. Il 19 agosto parte da Pomezia per arrivare a Tor Pignattara a portarle la famosa birra del 12. Fabio percorre 35 kilometri, nonostante la sua protesi ed 10 interventi a cui è stato sottoposto, per donare un semplice sorriso ad Angela che lo accoglie incredula, scoppiando in un bagno di lacrime di gioia.

….ho insegnato alle mie figlie che si fanno solo promesse che sappiamo di poter mantenere….per questo te lo avevo promesso Angela perché sapevo che avrei fatto di tutto per mantenere laMia promessa!!!….ma il vero regalo l’ho ricevuto io davanti alla gioia che hai mostrato al mio arrivo….quindi grazie a te!ILCAMMINATORESAKARA ❤ Ricordatevi sempre di mantenere le promesse date!

Gepostet von Fabio Sakara am Sonntag, 19. August 2018

Non finisce certamente qui. Fabio, appena informato, che Raoul un ragazzo affetto da leucemia, non trova abbastanza sacche di sangue decide che è tempo nuovamente di incamminarsi per salvare un’altra vita. La notte del 7 settembre Fabio parte alla volta di Tor Vergata, passando per i castelli romani ed impiegandoci ben 7 ore per donare il sangue a Raoul. Appena arrivato, ad accogliere Fabio è il vice-presidente dell’Avis che inizialmente era abbastanza scettico, perché pensava in un abbassamento della pressione del Sakara, ma si sbagliava di grosso.

FORZA RAOUL NON MOLLARESi tratta di una legge immutabile nel mondo degli affari che le parole sono parole, le…

Gepostet von Fabio Sakara am Samstag, 8. September 2018

 

La prossima camminata di Fabio è domenica 16 settembre ed ha dato appuntamento a Torvaianica alle 10, in Piazza Ungheria. L’evento è rivolto a chiunque vorrà partecipare per condividere una giornata spensierata e con tanti sorrisi.

Qui i dettagli dell’evento: https://www.facebook.com/events/315099192574085/ 

 

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Calcio, il derby Under 19 Elite finisce X al Maniscalco

Pari e patta al Maniscalco di Pomezia tra Uni Pomezia e Pomezia Calcio nella prima giornata di campionato del Girone B Under 19 Elite. 

Succede tutto nel primo tempo – E’ la squadra di mister Celentano a passare in vantaggio con un contropiede che non lascia scampo alla retroguardia pometina, Angione infila l’estremo difensore rossoblu. Poco prima dell’intervallo il Pomezia pareggia grazie a Rossi da corner fissando il punteggio sul definitivo 1-1. Complice la stanchezza e qualche emozione di troppo per i giocatori in campo, nel secondo tempo succede veramente poco. Le due squadre più blasonate di Pomezia si dividono la posta in palio.

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Politica, nessuno mai come il Governo Conte: zero fiducie in 100 giorni

Il Governo presieduto da Giuseppe Conte ha compiuto 100 giorni ed è già tempo di primi bilanci ed analisi. Openpolis ha rilevato che dal 1948 ad oggi: “mai la percentuale di esordienti era stata così alta” – l’89,5% dei suoi componenti è alla prima esperienza ad eccezione dei ministri degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e degli Affari europei, Paolo Savona.

In tutti questi numeri il dato che balza agli occhi è il numero di fiducie utilizzate dall’esecutivo in questi primi 100 giorni, ovvero nessuna mai nessun Governo nella storia della Repubblica Italiana aveva mai “osato” tanto.

Governo in controtendenza – Come registra ancora Openpolis:  nella passata Legislatura, nei primi tre mesi di vita, il Governo guidato da Enrico Letta vi aveva fatto ricorso due volte; ben 9 volte il suo successore Matteo Renzi e altre 5 Paolo Gentiloni. Un dato ancor più sorprendente se si considera che, apparte l’esecutivo Letta, la squadra di Conte può contare a Palazzo Madama di una maggioranza risicata, anche se leggermente più alta di quella che ha sostenuto Renzi e Gentiloni: 10 voti di scarto contro gli 8 dei due precedenti Governi. Ma non è tutto. Tenuto conto che 13 senatori occupano ruoli nell’Esecutivo – tra loro 6 ministri (Bongiorno, Centinaio, Lezzi, Salvini, Stefani e Toninelli) e 7 sottosegretari (Borgonzoni, Candiani, Cioffi, Crimi, Merlo, Siri e Santangelo) – appare ancor più meritorio aver evitato il ricorso alla fiducia.

Non è tutto rose e fiori – C’è da sottolineare anche, che ancora la squadra di Governo è ancora incompleta , una situazione che nella scorsa legislatura non si era verificata. Dei sei viceministri annunciati, del resto, “solamente Emanuela Del Re (agli Esteri, ndr) ha ufficialmente ottenuto la nomina” mentre gli altri 5 tasselli risultano ufficialmente vuoti. Una situazione “atipica” dal momento che i precedenti Governi all’atto della nomina dei sottosegretari “avevano allo stesso tempo proceduto con l’individuazione dei viceministri”. Non solo. Stesso discorso, infatti, vale anche per le deleghe dei sottosegretari. “Ricostruendo la questione sui siti ufficiali” dei vari dicasteri, “solamente 6 dei 13 ministeri con portafoglio hanno assegnato le deleghe ai sottosegretari – prosegue Openpolis -. Più precisamente sono state assegnate le mansioni ai sottosegretari del ministero dell’Agricoltura, della Cultura, degli Esteri, della Giustizia, dell’Interno, della Salute e dello Sviluppo economico”. Una mancanza che sta limitando la capacità di azione dei sottosegretari rimasti senza deleghe.

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Calcio a 5, Under 19 Nazionale: la Fortitudo si aggiudica Morellini e Maniscalco

La società del patron Bizzaglia, nonostante l’oculata e accurata attenzione riservata al mercato della prima squadra, sta dimostrando di non trascurare i giovani. Dopo l’acquisto di Maina per la Serie B, la Fortitudo vuole dedicarsi al mercato per rafforzare quella che sarà la Under 19 che parteciperà al campionato nazionale. I nuovi acquisti sono Marco Morellini e Luca Maniscalco, voluti dal DS  Aiello per l’Under 19 Nazionale di mister Gabriele Masci: ricordiamo che l’Under 19 farà da “serbatoio” alla squadra di mister Esposito e quindi fa bene la società a muoversi in quest’ottica.  Marco Morellini è un portiere ’99 che lo scorso anno è stato il terzo portiere del Pomezia Calcio, per quanto riguarda Maniscalco, anche lui ’99, si tratta di un esterno che arriva dall’Albano C5.

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Calcio a 5, Fortitudo F. Pomezia: Serie B e rivoluzione completata

La Fortitudo F. Pomezia non scherza. Dopo l’acquisizione da parte del patron del Pomezia Calcio Alessio Bizzaglia, la società sembra scatenata sia sul piano tecnico, sia sul piano societario grazie al prezioso contributo dei direttori Aiello e Loscrì: accettata la domanda di ripescaggio dalla Co.Vi.So.D. per partecipare al prossimo campionato di Serie B. Oggi la società ha presentato anche il nuovo logo che accompagnerà la Fortitudo nel futuro. 

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La storia del pometino Marco che non ha avuto paura della società

Ci sono storie che vanno raccontate. Ci sono storie che riversano nella nostra società avulsa di umanità, una miriade di sentimenti ed emozioni che spesso giudichiamo. Eh si, quando esprimiamo un giudizio o un parere molte volte non sappiamo minimamente cosa si possa celare dietro la storia di una persona e per esaltare incoscientemente noi stessi, tendiamo a denigrarla e diffamarla, talvolta anche solo perché indossa dei jeans diversi dai nostri. La storia che ha bisogno di essere letta è quella di Marco, un ragazzo di Pomezia come tutti gli altri ma “apparentemente” diverso per i nostri insensati stereotipi sociali:

“Ciao, io sono Marco e sono ritornato al mondo il 7 giugno 2018. La mia vita, però, è iniziata diversamente; per il mondo ero Veronica, agli occhi di troppi come la classica lesbica estremamente mascolina e con un sorriso stranamente malinconico. La verità è che, dietro a quel sorriso spesso stampato sul mio volto contornato da una simpatia voluta, c’era un mondo di sofferenza che mi divorava appena ero solo; appena i miei occhi esploravano quel corpo di donna che non riuscivo a sentire mio. La mia storia inizia già ai primi anni di vita quando non riuscivo ad omologarmi ai miei coetanei, mentre la mia attenzione si spostava costantemente verso giocattoli maschili e “non adatti ad una femminuccia”. Quei vestiti scelti da mia madre che, appena avuta la giusta coscienza, ho iniziato a rifiutare. Preferivo un pallone, un paio di pantaloncini e nulla che fosse rosa o adornato da fiocchetti e perline. Poi, verso i 10 anni, le mie domande iniziarono a farsi spazio durante il corso di quell’estate. Mamma mi presentò un costumino a due pezzi, perché il mio corpicino da bambina iniziava a subire i primi cambiamenti ed era “giusto” cominciare a coprire alcune sporgenze. Non volevo; perché dovevo? Volevo stare a petto nudo come tutti gli altri bambini, ma la verità è che mi confrontavo con i maschietti e quindi il ragionamento non teneva. Gli anni passavano e diventò necessario iniziare ad utilizzare il reggiseno; una tortura psicologica che mi divorava ogni giorno. Perché quelle “cose” continuavano a crescere? Perché le avevo? Non le avevo chieste e non le sentivo parte di me; non riuscivo ad accettarle. Così una certa sofferenza ha iniziato ad insediarsi segretamente in me, al punto da spingermi a sentirmi diverso dal resto a chiudermi e nascondermi dietro una simpatia ostentata; come a non voler far trasparire quel disagio che cresceva vorace. Era arrivato il momento di affrontare le scuole medie, le amichette con le loro prime cottarelle e i primi ragazzini che iniziavano a mostrare interesse. Raccontavano di chi gli piaceva, delle prime uscite e di quei primi baci trofeo. Ed io? Io non riuscivo a percepire alcuna attrazione o interesse per qualche amico o ragazzino della scuola. Riuscivo solo a capire che le ragazze dovevano uscire con i ragazzi. Ci provai, costringendomi ad uscire con qualcuno che mi invitava o diceva che gli piacevo. Seguivo l’iter che la società imponeva e che, purtroppo, ancora impone. Ogni volta era una violenza mentale che mi spingeva ad odiare sempre più quello che ero biologicamente: una donna. Tutto mi pesava; l’essere donna mi pesava. Le scuole medie finirono e l’avventura del liceo ebbe inizio. Mio malgrado, non cambiò molto; anzi, le mie coetanee cominciarono ad avere desideri ancora più intensi verso il genere maschile ed il mio livello di incomprensione arrivò all’esasperazione. Avevo solo 14 anni quando la verità mi si schiantò dentro: mi piacevano le ragazze. Mi ritrovai a dover affrontare il mondo con la semplice arma della parola, cercando di spiegare che l’omosessualità non era sbagliata; che in amore non vige nessuna regola. C’era da affrontare l’ignoranza della gente, la mentalità chiusa e bigotta della maggioranza e soprattutto coloro che si ama di più: la mia famiglia. Ero terrorizzato all’idea di dover esternare ciò che a mie spese avevo compreso, che davvero non riuscivo a sentirmi fisicamente o mentalmente attratto da un ragazzo. Mia madre non ne fu particolarmente sorpresa, a quanto pare lo aveva capito prima di me; mio padre rifiutò con un tacito silenzio, fingendo che non gli avessi detto mai nulla e limitandosi a non chiedermi lo svilupparsi della mia vita privata; mia sorella lasciò intendere la cosa come se fosse fra le più normali possibili. Eppure, nonostante quel passo enorme, ancora sentivo che qualcosa in me non andava; che quel senso di inadeguatezza ed insoddisfazione continuava a lacerarmi. Cosa c’era ancora che dovevo capire? Iniziai ad analizzarmi dall’interno e a comprendere che non solo non mi piacevano i ragazzi, ma nutrivo invidia nei loro confronti perché volevo esattamente essere come loro. Semplicemente non ero una donna; ero intrappolato in un corpo sbagliato. Una gabbia che soffocava la mia vera essenza. Era una coscienza che ancora mi appariva nebbiosa ed intanto gli anni passavano e la mia condizione mentale si aggravava; spingendomi al completo rifiuto della mia corporeità. Iniziarono le mie ricerche e a soli 20 anni scoprii del cambio di sesso. Finalmente ero arrivato all’apice del problema; finalmente, dopo tanto, mi sentii con una possibilità, sollevato. Scoppiai di gioia, ma le conseguenze mediche mi spaventavano e non di meno i pregiudizi della società. Dopo tanto ragionare, pensai fosse giusto lasciar perdere; che, magari, col tempo sarebbe andata meglio. Non fu così, la “Disforia di Genere” non ti lascia stare, ti tortura da dentro, ti divora nei pensieri. La non accettazione di me stesso aumentava vertiginosamente spingendomi a piangere di nascosto ogni qualvolta mi guardavo allo specchio o mi sentivo dare del femminile. Anche solo uscire dalle pareti di casa o a dover essere riconosciuto come donna mi portava ad avere il panico; nutrivo disprezzo verso me stesso. I vestiti diventavano sempre più larghi, come se mi ci potessi nascondere dentro; scappavo da ciò che ero. A 21 anni l’esasperazione aveva fatto razzia del mio essere, riducendomi ad uno straccio. Chiunque badasse solo alle apparenze, pensava fossi solare; insomma, l’amico simpatico che non ti fa mai mancare il sorriso. Ma quando tutto si spegneva attorno a me, tutto cambiava e restava solo la frustrazione ed il dolore. Mi convinsi e disperato mi rivolsi, attraverso una telefonata, ad una struttura che trattava la Disforia di Genere. Mi informai meglio sul percorso che avrei potuto intraprendere, quali tappe psicologiche e mediche avrei incontrato. Tutto mi divenne più chiaro e quelle paure svanirono, ero pronto ad affacciarmi verso chi ero davvero. L’ignoranza, la non conoscenza mi aveva spinto qualche anno prima a provare la rinuncia, ma adesso era tutto diverso. Settembre 2017, il mio percorso ebbe inizio. Vari appuntamenti con lo psicologo e lo psichiatra, fino ad aprile 2018 quando finalmente arrivò la tanta attesa relazione: il soggetto presenta la “Disforia di Genere”. Non è una malattia, una perversione, come tanti vogliono farla passare; non è una malattia mentale, ma un vero e proprio disagio fisico che si riversa nella propria interiorità. Dopo un ciclo obbligatorio di analisi e 2 colloqui con l’endocrinologo, a giugno 2018 iniziai la terapia ormonale. Ed eccoci al punto di partenza, sono rinato. Il percorso, ovviamente, ha avuto delle ripercussioni sulla mia vita sociale. Qualche “amico” che ha preferito allontanarsi, qualche insulto e qualche rifiuto. Insomma, prevedibile, ma ha fatto ugualmente male. Per mia fortuna, quando ne parlai a mia madre, mi ritrovai un genitore comprensivo ed amorevole che, con le sue tante attenzioni, è rimasta al mio fianco sostenendomi sia sul profilo psicologico che medico. Attualmente sono fidanzato con una ragazza che, fin dal principio, mi ha amato nonostante il percorso e nonostante l’ignoranza della società che talvolta ci travolge. Quando l’ho conosciuta mi presentai a lei come Marco e subito le spiegai della Disforia e del percorso che stavo percorrendo, ma per lei non è mai stato un problema o una limitazione; anzi, mi ha supportato ed amato esattamente per ciò che sono. Voleva e vuole semplicemente stare al mio fianco, amandomi senza riserva alcuna. Ad oggi, tutto procede per il meglio e sono a quasi 2 mesi di terapia ormonale e finalmente sono Felice. È pur vero che sono all’inizio ed ho ancora tanta strada da fare, ma sono certo che il meglio arriverà anche per me.”

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Calcio a 5, Fortitudo F. Pomezia scatenata: preso Mentasti ed ora si sogna in grande

Una Bomba di mercato scuote l’ambiente Fortitudo Futsal Pomezia del Patron Alessio Bizzaglia. Vi presentiamo Giuseppe Mentasti.
Uno dei migliori talenti italiani, bronzo ai mondiali del 2012 disputati in Thailandia con la nazionale italiana, con cui vanta una ventina di presenze, pluridecorato con esperienze al Torrino, Lazio, Cogianco Genzano, Futsal Isola, Pescara e Cioli Ariccia. Cresciuto nel vivaio del Torrino con cui vinse uno scudetto Juniores. Inutile dire che la trattativa è stata complicata e dispendiosa ma con un Patron così tutto è possibile. Anche realizzare i sogni.

(UFFICIO STAMPA FORTITUTO FUTSAL POMEZIA)

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Decreto dignità, di che si tratta e cosa comporta in poche righe

STOP ALLA PUBBLICITÀ DEL GIOCO D’AZZARDO, INCENTIVO AL LAVORO E LIMITI MAGGIORI ALLE AZIENDE CHE GODONO DI INCENTIVI PUBBLICI

Che cos’è un decreto legge

Il decreto-legge è un provvedimento a carattere provvisorio, che viene deliberato dal Governo (ed emanato dal Presidente della Repubblica) in casi straordinari di necessità ed urgenza.

Il decreto legge entra in vigore, con forza di legge, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (senza attendere i “canonici” 15 giorni) e ha una validità di 60 giorni, decorsi i quali decade automaticamente, se nel frattempo non è convertito in legge dal Parlamento. 

DECRETO DIGNITA’

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto dignità portato avanti e supportato da Luigi Di Maio, vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali. La Lega ha assecondato il decreto, seppur con qualche mal di pancia, ma alla fine ha virato per l’approvazione.

Cosa comporta il decreto dignità

Delocalizzazione. Le aziende che sono sostenute economicamente dallo Stato, non potranno delocalizzare per 5 anni, in caso di infrazione si rischia una multa da due a 4 volte gli aiuti ricevuti, con un interesse maggiorato del 4%.

Lavoro e licenziamenti. Il vice-premier Luigi Di Maio ha più volte ribadito la volontà di scoraggiare le aziende ad assumere con contratti a tempo determinato contrastando così il superato Jobs Act renziano. Gli imprenditori che ricorreranno ad un’assunzione temporanea dovranno sborsare allo Stato l‘1,9% di contributo addizionale, prima era al 1,4% sulla retribuzione imponibile a scopi previdenziali. Ad ogni rinnovo scatterà un’addizionale supplementare dello 0,5% a carico esclusivamente del datore di lavoro, fondi destinati a finanziare le casse della Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi).

I contratti a tempo determinato non potranno avere durata superiore ai 24 mesi e potranno essere rinnovati al massimo per 4 volte, norma che si applica anche ai contratti attualmente in essere. Per frenare i licenziamenti abusivi l’indennizzo riconosciuto ai lavoratori ingiustamente allontanati verrà aumentato del 50% e, in caso di licenziamento senza giusta causa, l’indennizzo potrà essere pari a 36 stipendi.

Per quanto riguarda gli insegnanti, il decreto dignità fa slittare di 120 giorni il termine del licenziamento perché, come ha ribadito Di Maio, si tratta di “decine di migliaia di insegnanti”. La proroga servirà a trovare una soluzione.

Pubblicità dei giochi d’azzardo e contrasto alla ludopatia. La norma ha delle eccezioni come la Lotteria Italia e molte altre. Sono esenti dai nuovi limiti i giochi che dispongono dei loghi di sensibilizzazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Il testo è molto chiaro: “rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto alla ludopatia, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”. Le sanzioni saranno pari al 5% del valore, ma al minimo 50 mila euro.

Rider. L’incontro con i rappresentanti dei rider non è andato a buon fine ma ha prodotto la promessa di riconvocare una seduta entro la fine della settimana in corso per stabilire un compenso minimo, l’affiliazione a Inps e Inail e un contratto che descriva il tipo di lavoro da svolgere, anche al fine di stralciare il punteggio di reputazione del lavoratore su cui le aziende di food delivery fanno affidamento.

L’aspetto fiscale. I coefficienti dello strumento del redditometro saranno modificati. Il redditometro è un insieme di indici che considerano i beni posseduti da un contribuente ed i servizi di cui ha goduto per stimarne il reddito. Non fa eccezione a queste modifiche nemmeno lo spesometro, il cui termine per gli annunci è stato imposto al 28 febbraio e non più a fine settembre. Con il termine spesometro si intende l’obbligo che hanno aziende, lavoratori autonomi e titolari di partite Iva, di comunicare all’Agenzia delle entrate i dati delle fatture emesse che superano i 3.000 euro o degli scontrini o ricevute fiscali superiori a 3.600 euro. Il decreto sancisce anche la fine dello split payment, il meccanismo con cui la Pubblica Amministrazione versa l’Iva direttamente al fisco e non al fornitore che ha emesso fattura.

 

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