Difficoltà di relazionarsi con gli altri: le abilità sociali�

Imparare a stare con gli altri

Comunicare efficacemente con gli altri è un bisogno di sopravvivenza: la sensazione di non essere all’altezza, il disagio e lo sconforto di non incastrarsi in situazioni familiari, lavorative o relazionali, tengono l’umore basso toccando la nostra autostima.

Il prodotto dell’infanzia e degli esempi che abbiamo ricevuto modellano inconsapevolmente i nostri schemi mentali, spesso ci comportiamo in automatico senza valutare la situazione nella quale ci troviamo, risultando timidi e insicuri o troppo rigidi e giudicanti.

Cosa sono le abilità sociali?

Sono dei modi di agire specifici che ci permettono un buon adattamento all’ambiente e alle persone che ci circondano, per raggiungere gli obiettivi relazionali e professionali.

Si tratta di competenze di natura psicologica e sociale molto importanti per il nostro benessere: abilità che non sono innate ma che si apprendono nel corso della vita e ci permettono di agire con comportamenti adeguati.

Nello specifico:

  • Competenze emotive:

gestione delle emozioni e dello stress, consapevolezza delle proprie emozioni, comprensione delle emozioni altrui;

  • Competenze relazionali:

empatia, comunicazione efficace, relazioni sane;

  • Competenze cognitive:

capacità di risolvere i problemi, prendere decisioni, pensiero critico e creativo.

Ma non tutti abbiamo le stesse abilità: c’è chi sa parlare in pubblico ma non riesce a comunicare con i figli, c’è chi ha tanti amici e nessun rapporto d’amore o chi comprende le emozioni degli altri senza riuscire a capire le proprie.

Non pretendiamo di eccellere in tutti i campi!

Quando si bloccano

Esistono situazioni poco funzionali nelle quali l’esercizio alle abilità sociali viene interrotto o alterato.

  • Inibizione ansiogena:

le competenze sociali sono inibite dall’ansia che blocca i processi intenzionali per la paura di sbagliare.

  • Errato apprendimento:

durante l’infanzia determinati comportamenti dei genitori – aggressivi, passivi, rigidi – sono stati valutati come efficaci e adottati come stili di vita.

  • Genitori protettivi o apprensivi:

il non aver vissuto esperienze dirette per ansie genitoriali, non ha dato la possibilità di misurare l’efficacia e i limiti della comunicazione.

  • Poca socializzazione:

restare chiusi nel proprio ambiente non permette l’acquisizione delle regole condivise, delle opinioni altrui e del sapersi adattare.

  • Educazione emotiva:

pochi abbracci, poche esternazioni di affetto bloccano il sistema delle emozioni proprie e la comprensione di quelle altrui.

Allenare le abilità

Migliorare le nostre abilità è indispensabile per poter riuscire ad aprire le porte della società non solo nel campo professionale, ma anche relazionale rafforzando i rapporti.

Possiamo immaginare le abilità sociali come i muscoli del nostro corpo, e metterci impegno per renderle più forti, attraverso una serie di accorgimenti.

  • Vivere qui ed ora:

la nostra attenzione si deve concentrare sul momento che stiamo vivendo, lasciando da parte quello che è accaduto ieri e quello che potrebbe accadere domani.

  • Essere consapevole:

usare le risorse effettive che abbiamo, restando nel centro del chi siamo e cosa possiamo realmente fare.

  • Capire l’altro:

Osservare chi abbiamo di fronte sganciandolo dalle figure del nostro passato, non fare paragoni o cercare similitudini e guardare negli occhi.

  • Riprendere il contatto buono:

Se non riusciamo a dire «ti voglio bene» oppure «ho bisogno di te» allora proviamo a comunicare con il nostro corpo, un lungo abbraccio caldo può lentamente sciogliere i nodi.

 

Se volete raccontarmi le vostre storie per sciogliere insieme qualche nodo disfunzionale, scrivete all’indirizzo: psicologia@ilcorrieredellacitta.it

Vi aspetto.

Dott.ssa Sabrina Rodogno

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