L’infallibile: ma sei sicuro di essere forte?

Disturbo narcisistico

Narciso era un giovane bellissimo con una grossa difficoltà a dare e ricevere amore, il suo unico sentimento era rivolto alla propria immagine riflessa tanto che un giorno provò a baciarla cadendo nell’acqua e annegando: da qui l’associazione con le persone vanitose e piene di sé.

Nulla a che vedere con il disturbo narcisistico di personalità: un vero disagio psicologico capace di rovinare relazioni e creare difficoltà sociali serie non solo in chi ne soffre, ma anche in chi vive accanto.

Bisogna stare bene attenti a questi tipi di persone: spesso tendono a sviluppare atteggiamenti violenti all’interno delle relazioni interpersonali. Molti sono gli uomini che usano violenza sulle donne solo per sentirsi infallibili. A nulla servono i tentativi di riportarli alla realtà. Questo è un disturbo di personalità radicato e permanente, nasce e si nutre di un sistema familiare malato.

Piccoli narcisi crescono

Quando i genitori sono delusi della propria vita spesso investono sul figlio aspettative troppo alte, manifestando fin dalla nascita adorazione assoluta.

Il bambino vive in una realtà ovattata e illusoria, non percepisce i genitori come persone dotate di propri sentimenti ma come lo specchio che rimanda la sua immensa grandezza; non impara a riconoscere negli altri emozioni e bisogni diversi dai suoi: “Sua maestà Bambino” avrà sempre bisogno di avere intorno sudditi che gli confermino il proprio valore.

Durante la crescita il genitore continua a dare senza chiedere nulla in cambio, senza responsabilizzarlo, creando nel figlio l’aspettativa arrogante che anche gli altri debbano sempre comportarsi con lui in maniera analoga, mettendo sempre al primo posto i suoi bisogni ed interessi con priorità assoluta.

Sarà un adulto con grosse difficoltà a mettersi nei panni dell’altro, a considerare l’altrui emozione e punto di vista.

Il figlio perfetto: un uomo insicuro

Essere il «figlio perfetto» rappresenta un fardello pesante sulle spalle che non permettere di poter sbagliare o fallire, deludere chi vive per i suoi successi provoca un terribile senso di inadeguatezza, tristezza e vuoto: se smette di essere speciale diventa uno qualunque.

Durante il percorso di crescita sperimentare fallimenti è fondamentale per correggere gli errori che abbiamo commesso, per comprendere i nostri bisogni anche in relazioni alle possibilità che abbiamo e ai bisogni di chi ci sta intorno: non possiamo pensare di andare sulla luna da un giorno all’altro o di passare sulle emozioni degli altri per arrivare ai nostri obiettivi.

Il narcisista salta una parte fondamentale di consapevolezza e da questa grave lacuna si struttura la personalità da adulto: la creazione di un’immagine perfetta, inattaccabile e forte nell’immaginario, ma fragile nella realtà concreta.

La rabbia esplosiva e la scelta del partner

È un bravo venditore di fumo: nelle prime fasi di corteggiamento sfodera tutto il carisma in dotazione per catturare la preda. Lusinga, seduce attraverso cene e attenzioni e anche il sesso potrebbe essere un appagamento personale: sta più attento alla tecnica che alle emozioni.

Ogni critica esterna è vista come una minaccia e l’attacco è l’unica risposta che riesce a dare, per evitare la sensazione di vergogna e la rottura della perfezione infantile il narcisista si pone su un piedistallo screditando gli altri; inoltre, se le sue aspettative non vengono corrisposte, prova forte rabbia verso chi sembra averlo offeso e la esprime senza farsi scrupoli.

Sceglie partner deboli e sottomessi, tende a controllare gli altri ma vuole per sé grande autonomia, dopo un po’ si stanca e va alla scoperta di nuovi flirt: la perenne ricerca della «preda» per un continuo senso di insoddisfazione interiore.

Questo tipo di alterazione ha la peculiarità di potersi sviluppare anche in età adulta a seguito di un grosso successo professionale: scatta l’idea delirante di poter essere infallibile anche in altri campi.

I social network: lo specchio moderno in cui riflettersi

La ricerca di approvazione e bravura è un bisogno che tutti noi vogliamo soddisfare, il problema nasce quando diventa una necessità che ci spinge a ricercarla ovunque.

Nel libro «l’era del narcisismo» gli autori evidenziano quanto i nuovi mezzi di comunicazione stiano aumentando personalità di questo tipo, l’autopromozione attraverso post e foto in attesa di like ha un meccanismo psicologico simile al genitore dispensatore di lode.

Ci costruiamo un’immagine illusoria di bravura e competenze che in realtà non abbiamo e al primo attacco rispondiamo con aggressività e rabbia in una spirale deleteria.

Si parla ad oggi di «narcisismo digitale» e non di rado si sviluppa in sintomi psicosomatici, tra cui la dipendenza da social.

 

Se volete raccontarmi le vostre storie per sciogliere insieme qualche nodo disfunzionale, scrivete all’indirizzo: psicologia@ilcorrieredellacitta.it

Vi aspetto.

Dott.ssa Sabrina Rodogno

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