Uiltucs Latina: i soci Coop e la fuga di Unicoop Tirreno

Comunichiamo come Uiltucs Latina una delle tante lettere e richieste di intervento dei tanti Soci di Uniccop Tirreno abbandonati e senza risposte, le nostre posizioni come Uiltucs Latina oltre ad assistere, sostenere i lavoratori e lavoratrici hanno sempre contestato l’atteggiamento della Cooperativa che non ha mai considerato il ruolo e la giusta informazione ai Soci clienti e prestatori di Unicoop Tirreno.
 
Ricordiamo la nostra protesta ed il blocco dell’Assemblea dei Soci nel marzo del 2015 ad Aprilia, nella quale contestavamo il metodo sbagliato di Coop che aveva deciso l’abbandono del Supermercato di Terracina, oggi ancora contornato di molti lati oscuri. 
 
Come Uiltucs Latina crediamo e siamo convinti che Unicoop Tirreno avrebbe il dovere di spiegare ai tanti soci degli 8 negozi in chiusura i motivi della fuga e dell’abbandono, la Cooperativa dovrebbe avere il dovere di indire una  RIUNIONE/PUBBLICA in queste aree per spiegare i motivi del FALLIMENTO, il gruppo dirigente oltre a convocare la consulta dei Soci, giovedi scorso a Vignale Rio Torto LI avrebbe dovuto comunicare ed aprire un confronto con i soci veri, coloro che ci scrivono e chiamano ogni giorno ai lavoratori ed alla Uiltucs Latina per avere spiegazioni, una Cooperativa di Soci consumatori dovtebbe venire in queste terre in questi negozi e dare spiegazioni in pubblico, e non convocare a decisioni gia’ fatte la consulta dei soci, assistiamo in questi giorni come Uiltucs Latina che Soci hanno trovato nell sindacato e nei tanti lavoratori  un punto di riferimento, chiedono e pretendono un confronto pubblico con i gestori che hanno messo in atto questo piano molto discutibile e senza la giusta comunicazione, la Uiltucs Latina crede e sostiene che il Ditettore Generale e Presidente della cooperativa hanno l’obbligo di ascoltare e rispondere alla volonta’ dei migliaia di Soci prestatori i quali richiedono un confronto pubblico urgente ed immediato. 

” Parlo prima come socio prestatore e poi come socio consumatore e ho 3 tessere di fedeltà per la spesa in famiglia.
Penso di sostenere anche il pensiero di tanti altri soci COOP.
Quello che è già successo e quello che stà succedendo o che succederà è la storia inimmaginabile di una situazione economica lavorativa nel mondo della cooperazione che opera nella grande distribuzione, dove un colosso commerciale come la COOP abbandona i territori e migliaia di soci che hanno creduto fedelmente alle illusioni di gestioni commerciali fallimentari, per lasciare spazio ad insegne piu’ piccole , ma ben piu’ capaci di gestire il territorio.
Ignari di aver accumulato un nutrito patrimonio economico costituito dai risparmi delle persone e dai costi delle tessere soci che la COOP faceva pagare mentre le altre insegne le davano gratis.
Non hanno saputo mantenere e sviluppare un tessuto economico molto ambito e sviluppato.
E’ come se fosse un proseguimento del fallimento della sinistra di governo.
Questa continua vendita dei negozi ad altro operatore, dimostra come sia potuto crollare un sistema costruito, ma mal gestito ed eroso e consumatosi internamente come accaduto in politica.
Migliaia di famiglie si troveranno i difficoltà sia per i redditi che si perderanno che per le tipologie di spesa che cambieranno, per cui a nome di centinaia di soci che perderanno queste opportunità chiedo da parte di UNICOOP TIRRENO i rimborsi delle tessere soci fatte pagare, che hanno permesso alla cooperativa di rimpinguare le casse dei depositi a risparmio da loro detenute anche con le quote di acquisto della carta soci.
 Io la Tessera Coop ce l’ho e tu direttore generale? ” 

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